Arriva dall‘Fmi (Fondo Monetario Internazionale) il monito che dice: “La ripresa dell’Italia rimane fragile e la disoccupazione è a livelli inaccettabili”. Il Fondo Monetario Internazionale chiede al governo di agire con interventi incisivi volti ad abbassare il livello di disoccupazione, che ad oggi rimane altissimo. “Occorre riequilibrare il bilancio e ridurre le aliquote fiscali. Solo così si può aumentare la spesa produttiva”, con queste parole l’Fmi conclude la sua dichiarazione verso il nostro Paese. Il bilancio deve assicurare la riduzione del debito e una migliore distribuzione delle risorse, per non scoraggiare i timidi segnali di ripresa.
Il Fmi ha commentato positivamente il programma e le riforme di Renzi, ed inoltre approva pienamente la delega fiscale perché “fornisce un quadro apprezzabile per semplificare e migliorare il sistema fiscale”, e solo aumentando la spesa produttiva si può parlare di ripresa. La politica sostenuta dal governo è stata giudicata favorevolmente; si ammira la forza e l’entusiasmo di Renzi, ma bisogna proseguire con le riforme, altrimenti ogni tentativo sarà vano.
Il ministro Padoan è convinto che le riforme avviate dal governo serviranno a far ripartire la crescita stavolta con maggiore forza e stabilità, che porterà fra qualche anno l’Italia ad essere tra le nazioni in crescita continua. L’Fmi raccomanda al governo di proseguire sulla strada del consolidamento fiscale e della costante diminuzione del debito, perché saranno queste due vie parallele a far rinascere la nazione.
La decisione di differenziare i salari dei dipendenti pubblici è una riforma che l’Fmi ha condiviso in pieno, dichiarando fuori moda le “gabbie salariali” senza diminuzione o crescita, segno evidente di stallo e arretratezza. I nuovi meccanismi che vedono una completa trasformazione della Pubblica Amministrazione, sono rivolti a dare il merito a chi lo conquista e a toglierlo a chi lo perde, giudicando secondo il lavoro svolto e portato e termine nel migliore dei modi. Questo meccanismo sprona ad ottenere il massimo impegno dai lavoratori, che arrivano a fine mese motivati e con qualche euro in più. Il governo è deciso a continuare su questa via, ritenendo le riforme indispensabili per crescere e creare posti di lavoro, e abbassare conseguentemente il pesante tasso di disoccupazione.