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L’Istat comunica l’impennata dei prezzi dei beni al consumo

Da un accertamento dell'Istat sulla spesa giornaliera si registra un raddoppio dei prezzi superiore all'aumento dell'inflazione. Un caro vita che è una stangata per le famiglie, sempre più povere per la crisi

Economia e Finanza
Pubblicato il 21 febbraio 2014, alle ore 17:05

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L’Istat comunica l’impennata dei prezzi dei beni al consumo

Da un rilievo effettuato dall’Istat sui prezzi della spesa giornaliera, è emerso un aumento dei beni al consumo dell’1,3% su base annua, con una crescita addirittura superiore a quella dell’inflazione, che si ferma allo 0,7 %, dato registrato fino a gennaio 2014. L’aumento riguarda anche i prodotti che che fanno parte della spesa quotidiana, oltre ai beni di prima necessità, come detersivi, shampoo, detergenti, prodotti di cosmetica e tanto altro. Per la prima volta l’istituo di statistica comunica il cambiamento dei prezzi al listino, e la differenza è notevole, causando allarme tra le associazioni dei consumatori.

Da un commento del Codacons si rileva la stranezza dell’innalzamento dei prezzi in quanto, con la diminuzione dei consumi e l’inflazione bassa, dovrebbero addirittura scendere. Questo potrebbe accadere solo nella condizione in cui ci fosse realmente il libero mercato, cosa che invece non è, e per questo i prezzi continuano a salire. Le associazioni di consumatori confidano nelle aspettative del nuovo governo, che dovrebbe dare avvio alle liberalizzazioni per dare respiro alle famiglie attanagliate dalla crisi.

Tra le misure a costo zero il governo dovrebbe innanzitutto accorciare i passaggi della filiera, che mantengono ancora troppo distanti i rapporti di vendita tra consumatore e agricoltore; abolire le famose penali che ci tocca pagare quando decidiamo di cambiare compagnia telefonica, e altri importanti ma indispensabili provvedimenti che vanno ad incidere sulla spesa giornaliera di una famiglia che ogni giorno spende del denaro per fare acquisti per la casa, per il lavoro, per i bisogni personali.

Un taglio, insomma, alle tasse suprflue, che va a  ingrassare le casse dello stato, mentre riducono sul lastrico i cittadini onesti. La situazione è già abbastanza grave, e l’aumento del costo della vita si ripercuote in maniera minore o maggiore, secondo la città di residenza: in una città come Bolzano, ad esempio, si arriva a spendere fino a circa 500 euro in più, mentre in una città come Roma si arriva a poco meno di 200 euro. Naturalmente tutto è proporzionato in base al tenore di vita e al reddito, ma la corsa dei prezzi è davvero inarrestabile e riguarda tutta l’Italia, da Nord a Sud.

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