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Il premier Conte ha svelato l’intenzione del governo di rivedere gli scaglioni IRPEF

L’attuale esecutivo ha messo in cantiere lo studio della revisione delle aliquote IRPEF. L’intenzione sarebbe quella di diminuire il prelievo fiscale sui redditi più bassi. Ecco cosa è stato ipotizzato.

Economia e Finanza
Pubblicato il 21 ottobre 2019, alle ore 13:21

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Il premier Conte ha svelato l’intenzione del governo di rivedere gli scaglioni IRPEF

Uno degli obiettivi che si prefigge di raggiungere l’attuale governo giallo-rosso è la riduzione della pressione fiscale gravante sulle famiglie a più basso reddito. Messa da parte la flat tax, cavallo di battaglia della Lega di Salvini, il nuovo esecutivo retto dall’alleanza tra PD e M5S si sta ora concentrando sulla rimodulazione delle aliquote fiscali IRPEF.

Per far in modo che i nuclei meno abbienti riescano a conservare il loro poter d’acquisto, il premier Conte ha fatto sapere che è allo studio l’ipotesi di ridurre i primi due scaglioni IRPEF. Quella che sarebbe a tutti gli effetti una riforma strutturale del fisco interverrebbe modificando il primo scaglione del 23% che si applica sino a 15 mila euro di reddito, e il secondo del 27% che si applica sino a 27 mila euro.

L’idea presa in considerazione, sarebbe quella di accorpare queste due aliquote in un unico scaglione tassato al 20%. Così facendo, si potrebbero garantire risparmi d’imposta fino ad un massimo di 1.360 euro annui. In altre parole, se il provvedimento andasse in porto, a seconda dei casi, il prelievo mensile IRPEF potrebbe ridursi anche di oltre 100 euro, permettendo di far rifiatare le classi meno abbienti colpite dai duri anni di crisi e recessione economica.

Se l’idea di ridurre il prelievo fiscale rallegrerà i contribuenti, dall’altro lato bisogna ricordare che una simile opzione potrebbe vedere la luce non prima del 2022. Il premier ha infatti ricordato che entro il 2021 bisognerà recuperare 18 miliardi di euro necessari per sterilizzare l’ennesima clausola di salvaguardia dell’aumento dell’Iva.

Essendo incompatibili, i due provvedimenti non potrebbero infatti essere adottati contemporaneamente. Recuperare risorse per bloccare l’incremento delle aliquote Iva non permette di agire sugli scaglioni IRPEF, che almeno per i prossimi anni non potrebbero essere rivisti. L’unica possibilità di intervento sarebbe possibile solo in prossimità del termine dell’attuale legislatura.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Se l’ipotesi flat tax è naufragata con la fine del governo giallo-verde, ora l’idea di ridurre le aliquote più basse è sicuramente positiva, in quanto diminuisce la pressione fiscale non intaccando il principio costituzionale della progressività dell’imposta (che la tassa piatta non poteva invece garantire). Il problema è che, in questo modo, tutti i contribuenti otterrebbero un beneficio di imposta sui primi 28 mila euro di reddito, anche coloro che hanno redditi molto più alti di questa soglia.

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