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Il 3 marzo 2014 arriva il Sistri: questo sconosciuto

Lavanderie, autofficine, estetiste, calzolai, parrucchieri, artigiani e tutti colori che producono rifiuti speciali "pericolosi" dal 3 marzo devono adeguarsi al Sistri. Ma quanti lo conoscono?

Economia e Finanza
Pubblicato il 12 febbraio 2014, alle ore 15:16

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Il 3 marzo 2014 arriva il Sistri: questo sconosciuto

Manca meno di un mese al 3 marzo 2014, una data che potrebbe non significare niente per molti ma non per i produttori di rifiuti speciali pericolosi. Da quella data infatti, nelle loro procedure di gestione dei rifiuti arriva il SISTRI.

Ma chi è costui? Il Sistri nasce il 13 gennaio 2010 con il ministro dell’ambiente Stefania Prestigiacomo, con lo scopo sia di semplificare la vita delle imprese italiane, cancellando tutta la documentazione cartacea di tracciabilità dei rifiuti in luogo di una più moderna piattaforma informatica che di combattere le ecomafie con un sistema di controllo satellitare dei trasporti dei rifiuti.

L’avvio del sistema era previsto per il mese di luglio 2010 e a scaglioni avrebbe coinvolto quasi 300.000 imprese italiane che a fronte di un contributo avrebbero beneficiato di questa rivoluzione.

Ma come si suol dire qualcuno aveva fatto i conti senza l’oste. In primis le aziende non erano state interpellate ma soprattutto la piattaforma tecnologica con tanto di migliaia di chiavette USB e black box da installare sui mezzi, era stata affidata con incarico “diretto” alla società SELEX (gruppo Finmeccanica) per 28 milioni di euro a carico dello stato e circa 70 milioni a carico delle imprese (con i proventi dei contributi).

Il ministero giustificava l’affidamento diretto poichè sul sistema c’era il “segreto di stato”. A seguito di denunce di alcune software house il polverone arriva in procura (indagato anche il ministro Prestigiacomo) fino a che il segreto di stato viene tolto.

Ma oltre alla complicata storia dell’appalto il sistema nella sua prima versione non funziona. Dopo una prima serie di proroghe l’11 maggio 2011 va in scena il click day: le aziende decidono di provare tutte insieme il funzionamento del sistema. E’ il caos, il sistema va in owerflow e qualcuno pensa di eliminarlo. Infatti ad agosto 2011 il D.L. 138 abroga il Sistri. Sotto l’ombrellone la Prestigiacomo va su tutte le furie e il mese dopo nella conversione in legge il Sistri resuscita.

Seguiranno altre proroghe e rinvii (sono più di dieci) e altri due ministri, Corrado Clini che fa testare il Sistri (altri soldi pubblici) arrivando alla conclusione che il sistema non funziona e va semplificato e Andrea Orlando con il quale il sistema è partito il 1° ottobre 2013 solo per i rifiuti pericolosi per trasportatori e impianti, ma senza sanzioni fino ad agosto 2014.

E adesso dal 3 marzo tocca ai produttori imbattersi in questo “mostro tecnologico”.

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