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Griffe e automotive: la riconversione per produrre mascherine e respiratori

Si moltiplicano le aziende italiane che hanno deciso di riconvertire la normale produzione industriale per destinare impianti, materiali e abilità manifatturiera al fine di accelerare la corsa ai dispositivi di protezione.

Economia e Finanza
Pubblicato il 9 aprile 2020, alle ore 17:05

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Griffe e automotive: la riconversione per produrre mascherine e respiratori

Mascherine, guanti e camici dalle più note firme della moda italiana. Visiere e componenti dei respiratori polmonari dalle aziende automobilistiche. Molte le realtà imprenditoriali che, previa autorizzazione delle autorità competenti, sono in grado di rispondere a quella che è diventata la domanda interna più elevata del paese.

A poche settimane dall’esplosione dell’emergenza sanitaria, le prime luxury del settore tessile italiano a tramutare la produzione sono state le case di moda Gucci e Armani. La prima ha risposto all’appello proveniente dagli ospedali toscani con oltre 1.100.000 mascherine chirurgiche e 55.000 camici.

Il Gruppo Armani ha iniziato il 26 marzo 2020 la conversione di tutti i suoi stabilimenti italiani nella realizzazione di camici monouso usualmente adoperati per la protezione personale degli operatori sanitari impegnati nel combattere l’emergenza coronavirus. Giorgio Armani ha deciso di dare il suo contributo in via prioritaria all’area ospedaliera di Bergamo e Piacenza, arrivando così a una donazione complessiva di 2 milioni di euro.

In Lombardia, i test condotti per la produzione di mascherine in grado di proteggere dal COVID-19 sono stati realizzati dal Politecnico di Milano attraverso il progetto Polimask.

I dipartimenti di Scienze e tecnologie aerospaziali, Energia e Ingegneria chimica analizzano l’idoneità dei tessuti delle mascherine: “Il nostro compito è testare la sicurezza dei materiali con cui possono essere prodotti i dispositivi di protezione. Per permettere, poi, alle imprese di avviare in tempi record la produzione”, riferisce il Rettore del PoliMi.

La filiera della moda non si è rivelata la sola ad intraprendere la riconversione produttiva per contribuire a sanare l’enorme carenza di dispositivi sanitari. Importanti industrie dell’auto hanno deciso di destinare parte delle proprie linee produttive a beneficio della crescente necessità di respiratori polmonari e visiere.   

Lamborghini riconverte il proprio impianto produttivo per la realizzazione di visiere protettive destinate al policlinico S. Orsola-Malpighi di Bologna. Saranno, inoltre, messe a disposizione le proprie stampanti 3D per altri presidi sanitari fondamentali a mitigare la pandemia.

FCA e Ferrari sono diventati partner dell’azienda bolognese Siare Engineering, una delle poche produttrici di respiratori in Italia, per consentirle di raggiungere la produzione di 500 ventilatori polmonari al mese. “L’obiettivo è di iniziare la produzione nelle prossime settimane e arrivare a produrre oltre un milione di mascherine al mese che saranno donate ai primi soccorritori e agli operatori sanitari”, spiega l’amministratore delegato Mike Manley di Fiat Chrysler Automobiles in una lettera ai dipendenti. 

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Pas Valentino - L’aspetto che merita evidenza in queste esperienze d'aiuto concreto da parte di alcuni settori produttivi, oltre a quello solidale, è certamente relativo all'innovazione tecnologica ed organizzativa. È ormai indispensabile investire in moderni sistemi produttivi che consentano flessibilità di risposta. Il binomio know how e rapidità di adattamento vince su ogni altra forma di proprietà.

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