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Fmi, i prezzi del coronavirus: all’Italia quello più alto

Pil a -9,8% per l'Italia: disoccupazione, inflazione ovunque. Un quadro che tende a far scendere i poteri delle economie. La speranza che tutto torni presto alla normalità

Economia e Finanza
Pubblicato il 14 aprile 2020, alle ore 16:22

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Fmi, i prezzi del coronavirus: all’Italia quello più alto

L’Italia potrebbe essere la nazione che, a livello economico, più di tutte risentirà delle conseguenze della pandemia da coronavirus. Il Pil nel corso dell’anno potrebbe crollare a -9,8%, e, per avere un lieve balzo in avanti, di 4,8%, si dovrà attendere il 2021. Questo è quanto calcolato dal Fondo Monetario Internazionale nel World Economic Outlook, che solo tre mesi fa prevedeva una crescita dello 0,5% per l’Italia. Poi tutto è cambiato.

Le economie mondiali risentiranno dell’alto tasso di disoccupazione causato dall’emergenza. Rispetto all’anno precedente il tasso di disoccupazione in Italia avrà 2,7 punti in più, salendo così a 12,7%: scenderà un po’ nel 2021 arrivando al 10,5%. In Germania il tasso di disoccupazione potrebbe passare dal 3,2 al 3,9%, più significativo Francia che potrebbe arrivare al 10,4%. In questo scenario europeo la Spagna, in quanto a disoccupazione, potrebbe essere la più ferita, toccando il 20,8% insieme al Portogallo in cui è previsto il raddoppio della disoccupazione, da 6,5% dello scorso anno a 13,9% di quest’anno.

Anche negli Usa la disoccupazione, rispetto allo scorso anno, è in aumento. Da una quasi piena occupazione, nel corso dell’anno potrebbe passare al 10,4% di disoccupazione e, solo nel 2021, registrerà una lieve discesa dei valori, al 9,1%.

Secondo i dati del Fondo Monetario Internazionale la crisi ha avuto un impatto negativo sull’inflazione “portando in pratica quest’anno all’azzeramento della crescita dei prezzi”, riferisce adnkronos.com che cita il “+0,2% nell’Eurozona” e il “+0,6% in Usa e Canada“.

Le conseguenze di questa crisi potrebbero provocare “una brusca contrazione del Pil globale del 3% nel 2020, molto peggiore rispetto alla crisi finanziaria del 2008-2009”, e solo nel 2021 far registrare un rimbalzo a +5,8%.

Difficile comunque tracciare un quadro complessivo in questa situazione. Se, come si spera, la pandemia dovesse scomparire dalla seconda metà del 2020, anche le misure di contenimento potrebbero gradualmente essere allentate e tutto potrebbe tornare alla normalizzazione, anche l’attività economica pur rispettando quanto stabilito dai governi.

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