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Fallimenti in aumento per le aziende italiane

Aumentano ancora i fallimenti delle aziende italiane nel primo trimestre del 2014, secondo i dati diffusi dall'Ansa

Economia e Finanza
Pubblicato il 15 maggio 2014, alle ore 10:57

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Fallimenti in aumento per le aziende italiane

Nuovo record di fallimenti per le aziende. Nel primo trimestre, infatti si sono registrati ben 3.811 esercizi che hanno chiusi i battenti per sempre.

Non si placa l’ondata di fallimenti a causa della crisi, che da diversi anni ormai attanaglia l’Italia ed il resto del mondo. Tra gennaio e febbraio i fallimenti hanno registrato un aumento del 4.6% rispetto allo stesso periodo dell’anno passato. Sono questi i dati diffusi dal Cerved analizzati dall’Ansa e delineano un panorama dell’economia italiana per niente in miglioramento, come invece ci si auspicava.

«Nel primo trimestre 2014 si contano in tutto 23mila chiusure aziendali – commenta Gianandrea De Bernardis, amministratore delegato del Cerved, primo gruppo in Italia nel “credit information” – il 3,5% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo miglioramento è attribuibile alla diminuzione delle liquidazioni volontarie, che hanno fatto registrare un calo del 5%, e delle procedure non fallimentari (-1,4%)».

Gli aumenti dei fallimenti sono avvenuti in tutto il territorio, ad eccezione che nel Nord-Est, dove il calo dei default aziendali è stato dell’1.8% diversamente dalle altre zone d’Italia, dove le percentuali sono state significativamente più alte. I fallimenti, nello specifico, sono aumentati del 3.7% del Nord-Ovest, del +5.7% nel Sud e nelle Isole e del 10.3% percento nelle zone del centro, che sono quindi quelle che stanno soffrendo maggiormente in questo momento della situazione di crisi nella quale versa ancora il nostro paese.

A soffrire maggiormente sembra essere il settore dei servizi dove si registra un +7.3% dei fallimenti e quello delle costruzioni con un +6.3%. un rialzo anche nel settore della manifattura, con un +0.8%, ma in frenata rispetto all’ultimo trimestre dello scorso anno.

Molte imprese sono in difficoltà, inoltre, e ricorrono a contratti particolari, come quelli di solidarietà per riuscire a sopravvivere a questo momento particolarmente difficile, aspettando tempi migliori.

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