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Covid-tax: contributo di solidarietà a carico dei percettori di redditi superiori agli 80 mila euro

I cittadini con un reddito superiore agli 80 mila euro dovrebbero pagare un "contributo di solidarietà", la cosidetta Covid-tax. Questa la proposta del PD che ha suscitato non poche polemiche.

Economia e Finanza
Pubblicato il 12 aprile 2020, alle ore 19:05

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Covid-tax: contributo di solidarietà a carico dei percettori di redditi superiori agli 80 mila euro

È appena nata ma è già stata battezzata con un nome altisonante: è la Covid-tax, la tassa proposta dal Partito Democratico (PD) che colpirebbe i percettori di redditi superiori agli 80.000 euro al fine aiutare lo Stato ad affrontare le difficoltà economiche causate dalla crisi del coronavirus.

L’idea è stata lanciata dai membri del PD, Graziano Delrio e Fabio Melilli, ma senza il sostegno del Movimento 5 stelle né dell’altro partner governativo Italia Viva, guidato dall’ex primo ministro Matteo Renzi. Delrio ha affermato che “ci sono famiglie che in questi giorni non dispongono di risorse sufficienti neppure per acquistare beni di prima necessità” ed è fondamentale che “le classi benestanti siano chiamate a contribuire”.

La proposta prevede che i cittadini con un reddito tra gli 80.000 e i 90.000 euro annui debbano pagare un “contributo di solidarietà” pari al 4% del loro reddito, mentre coloro che percepiscono oltre un milione di euro dovrebbero contribuire con l’8%. Il PD calcola che i proventi genererebbero un versamento nelle casse dello Stato di circa 1.250 milioni di euro. In totale, le persone colpite sarebbero circa 803.000, ossia l’1,95% della totalità dei contribuenti.

Il vice Ministro dell’Economia e membro dell’M5S, Laura Castelli, ha sottolineato che la sua formazione si è sempre opposta a tassare i redditi più alti perché è una misura che divide il paese e ha sottolineato che non cambierà idea ora “per recuperare solo un miliardo di euro“, quando sarà necessario molto di più per affrontare gli effetti negativi del coronavirus sull’economia del paese. In alternativa ha suggerito che i cittadini più ricchi facciano delle donazioni. 

La proposta del PD non è stata ben accolta né dai partiti di maggioranza né dall’opposizione. “Non lo vedo all’orizzonte“, ha escluso fin dall’inizio il primo ministro Giuseppe Conte. Vito Crimi, leader del M5S, ha dichiarato che i grillini sono contrari a qualsiasi imposta sul patrimonio, mentre il viceministro dello Sviluppo economico Stefano Buffagni ha risposto provocando “che i parlamentari del PD taglino i loro stipendi“. “Sono pazzi, ma li fermeremo“, ha detto Matteo Salvini. Berlusconi è stato molto diretto: “In un momento come questo, nessuno dovrebbe mettere le mani nelle tasche degli italiani”.

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