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Coronavirus, lunedì nero: mercati mondiali in profondo rosso, la Borsa di Milano a picco

Le principali borse mondiali si confrontano con l'emergenza del Coronavirus. Cali pesanti su tutti i principali listini: la volatilità è più alta che nel 2008.

Economia e Finanza
Pubblicato il 9 marzo 2020, alle ore 16:39

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Coronavirus, lunedì nero: mercati mondiali in profondo rosso, la Borsa di Milano a picco

La crisi sanitaria dovuta al Coronavirus contagia i mercati e provoca pesanti contraccolpi. A metà giornata si registrano perdite profonde su tutte i principali listini mondiali. Il Dow Jones, il Nasdaq e lo S&P 500 hanno superato cali del 7%, mentre l’indice di Milano ha registrato un ribasso a doppia cifra percentuali. Con la variazione di oggi, piazza Affari torna a toccare le quotazioni del 2018.

Anche le quotazioni del petrolio hanno sorpreso per volatilità, con un ribasso che è arrivato quasi a toccare una punta del 30%. A innescare la reazione dei venditori non c’è solo il rischio recessivo dovuto all’emergenza sanitaria ed alla conseguente crisi economica, ma anche la rottura dell’alleanza dell’Opec, con una vera e propria guerra dei prezzi tra Arabia Saudita e Russia.

Il declino registrato nella giornata di oggi è stato il più grande dopo quello risalente alla Guerra del Golfo del 1991. D’altra parte, i trader e gli investitori del mercato si stanno riposizionando in virtù dei nuovi eventi geopolitici e davanti alla prospettiva di una profonda recessione dell’economia globale. Le previsioni ora indicano la possibilità che le quotazioni del barile possano arrivare a toccare persino i 20 dollari, così come indicato all’interno di un recente dossier firmato da Goldman Sachs.

Il timore di una nuova crisi simile a quella del 2008

A confermare che il momento appare difficile vi è anche lo spread, vero e proprio termometro del rischio percepito rispetto alla tenuta economica del sistema Italia. Nelle quotazioni della giornata di oggi, ha superato anche i 200 punti, mentre il rendimento dei titoli di Stato decennali americani è sceso sotto la soglia psicologica dello 0,5%. Dal punto di vista del mercato valutario, l’euro ha superato quota 1,15 dollari e risulta ai massimi degli ultimi 18 mesi.

Il vero minimo comune denominatore dei mercati finanziari continua quindi a restare la paura. A pesare è la forte incertezza rispetto all’evoluzione della crisi sanitaria, ma anche l’impossibilità di determinare quali saranno i reali riverberi sull’economia reale e sui mercati finanziari nel lungo periodo.

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Cosa ne pensa l’autore
Stefano Calicchio

Stefano Calicchio - Il panico che si è diffuso nei mercati finanziari rappresenta una reazione allo scoppio della crisi sanitaria dovuta al coronavirus. In questo momento appare estremamente complicato comprendere quale sarà il reale effetto dell’emergenza sanitaria sull’economia e per questo motivo la corsa alle vendite su tutti i principali mercati non deve stupire.

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