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Coronavirus, gli Usa alzano l’allerta al livello 4 sull’Italia: perdite potenziali per miliardi di euro

Gli Stati Uniti alzano il livello di rischio verso i viaggi in Italia per il rischio Coronavirus: ai cittadini americani viene chiesto di non viaggiare nei focolai dell’epidemia. Gravi ripercussioni sul turismo.

Economia e Finanza
Pubblicato il 2 marzo 2020, alle ore 16:55

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Coronavirus, gli Usa alzano l’allerta al livello 4 sull’Italia: perdite potenziali per miliardi di euro

La crisi del Coronavirus rischia di lasciare gravi ripercussioni su di un settore fondamentale per l’economia italiana come quello del turismo. A confermare il difficile momento vi è l’innalzamento dei criteri di rischio e l’allerta da parte della autorità degli Stati Uniti rispetto ai viaggi dei cittadini americani nel Bel Paese.

Gli scorsi giorni l’amministrazione americana ha deciso di aumentare il rischio dal livello 3 al livello 4 per le zone maggiormente colpite da COVID-19 in Italia. Nella pratica, si passa dal suggerimento di evitare i viaggi ad un più deciso ordine di non viaggiare all’interno delle zone individuate come maggiormente colpite nel Paese. Un’indicazione alla quale ha fatto seguito l’immediata sospensione dei collegamenti aerei da parte delle principali compagnie americane su Milano fino al prossimo primo maggio.

Il contraccolpo non tarderà a farsi sentire, stanti le gravi difficoltà già vissute nelle scorse settimane da parte di tutta la filiera del turismo. La notizia del divieto di viaggio ha portato ulteriore sconforto in un settore che ha visto già un forte calo e per il quale i turisti americani rappresentano un’importante fonte di entrate.

Coronavirus e crisi del turismo: i calcoli delle associazioni di settore e il sit-in davanti al Parlamento

Il giro d’affari del turismo internazionale sul territorio italiano è stimato attorno a 42 miliardi di euro, mentre quello relativo ai turisti americani è vicino ai 2,8 miliardi di euro. Le cifre indicano quindi un potenziale importante di perdite per il settore. Tra le città più visitate Roma si trova al primo posto, ma viene seguita a stretto giro da Milano e Venezia (fortemente colpite nella fase iniziale della crisi).

Le aziende del settore hanno lanciato diversi appelli negli scorsi giorni ed hanno chiesto al Mef di agire prontamente per andare incontro alla grave situazione di crisi. Le principali associazioni di rappresentanza si sono trovate questa mattina davanti al Parlamento ed al Mef per un sit in di mobilitazione, con la richiesta di cercare soluzioni rapide e attuabili già nel breve periodo.

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Cosa ne pensa l’autore
Stefano Calicchio

Stefano Calicchio - Le problematiche sofferte dal settore turistico a causa della crisi del Coronavirus risultano evidenti e non necessitano di particolari spiegazioni. Purtroppo il settore è uno dei più colpiti dalla crisi sanitaria, che si è trasformata in breve tempo anche in una crisi economica. Tutto indica che per riuscire a superare l’ostacolo servirà tempo e determinazione, oltre che un intervento importante con adeguate strategie di sostegno e di rilancio da parte dello Stato.

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