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Cgia di Mestre: previsto aumento dei consumi grazie al taglio Irpef

Consumi in rialzo per 9 miliardi di euro grazie al taglio Irpef operato dal governo Renzi. La Cgia di Mestre sostiene che l'aumento della busta paga dei lavoratori favorirà nuovi acquisti e un incremento delle vendite.

Economia e Finanza
Pubblicato il 17 marzo 2014, alle ore 10:00

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Cgia di Mestre: previsto aumento dei consumi grazie al taglio Irpef

Nuove prospettive si profilano all’orizzonte per i lavoratori che hanno un reddito inferiore a 25 mila euro, la Cgia emette nuovi dati.

La proposta del taglio Irpef del governo Renzi, stimata in circa dieci miliardi, aggiungerà altri soldi nelle buste paga di impiegati e operai, e porterà un incremento dei consumi per almeno 9 miliardi. Questi sono i dati che sono stati analizzati e diffusi dalla Cgia di Mestre, e interesseranno, secondo il segretario Giuseppe Bertolussi, soprattutto le bevande e il settore degli alimentari.

In base alle previsioni della Cgia la spesa alimentare dovrebbe aumentare almeno di 2,3 miliardi di euro, mentre 1,3 milardi saranno spesi per beni destinati alla cura della persona ma anche per pasti e servizi fuori casa. Anche il settore dell’abbigliamento e delle calzature beneficerà di un aumento di circa 670 milioni, mentre elettrodomestici e settore mobili aumenteranno le vendite di 588 mioni di euro.

Un’analisi attenta sulla propensione ai consumi degli italiani ha dimostrato che sono proprio questi a contribuire al sostentamento del Pil italiano, che grazie al taglio dell’Irpef può avere un nuovo slancio. Dunque, un incremento del Pil netto e visibile, con i lavoratori che ricevono dal primo maggio 80/100 euro in più in busta paga, e che potranno sostenere qualche piccola spesa in più per le famiglie. I dati forniti dalla Cgia sono terrificanti: infatti, si è rilevato che i consumi sono scesi drasticamente del 7,6% dall’inizio della crisi alla fine del 2013, per un totale di spesa che si aggira attorno ai 66,5 miliardi di euro. Una contrazione fortissima, che ha avuto il peggior dato nel settore beni durevoli, principalmente gli immobili, che ha visto numeri come il 28,1%.

Numeri e cifre impressionanti, che hanno messo in ginocchio aziende e imprese da nord a sud, causando tragedie e licenziamenti. Il taglio dell’Irpef è visto come un segnale positivo che possa segnare un inizio verso la fine del tunnel, una speranza per le tante famiglie che ogni giorno lottano con i conti della spesa, ma anche la sensibilità di un governo che vuole essere al fianco dei cittadini. I presupposti per una rinscita economica ci sono tutti, e le previsioni sono ottimistiche: sarà la volta buona per scuotere l’Italia dalla situazione di stallo in cui si trova? Verificheremo fra qualche mese!

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