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Cene aziendali, cenoni di Capodanno e hotel: si registrano disdette e diminuzioni fino al 70%

L'economia non decolla e, rispetto ai dati di fine novembre, la situazione non è migliorata. A causa della mancanza di turisti stranieri, si spera sulle prenotazioni "last minute".

Economia e Finanza
Pubblicato il 10 dicembre 2021, alle ore 10:26

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Cene aziendali, cenoni di Capodanno e hotel: si registrano disdette e diminuzioni fino al 70%

La situazione, per via sia della nuova variante Omicron che a causa del “super green pass“, ove vengono messe delle forte restrizioni per i “no vax”, continua a mettere in ginocchio l’economia. Delle prime disdette nel periodo natalizio e capodanno se ne è parlato già nelle scorse settimane, in cui molte famiglie avrebbero deciso di portare avanti i loro festeggiamenti nelle proprie abitazioni al sicuro.

PugliaPromozione, che opera per l’attuazione delle politiche della Regione Puglia in materia di promozione dell’immagine unitaria della Regione, ha destato ulteriore preoccupazioni: “Per il prossimo anno, sinora, abbiamo a disposizione solamente 1,5 milioni, aiutateci a recuperare altri stanziamenti”.

Come riportato dal “Corriere del Mezzogiorno” il dottor Francesco De Carlo, proprietario di “Sitaly Tours” ed “Hotel Colle del Sole” e vice presidente nazionale AssoHotel e presidente regionale “Assoturismo confesercenti”, si dichiara preoccupato per il futuro: “Un po’ tutte le strutture si erano dotate di prenotazioni con modalità molto flessibili e poco vincolanti. Ma con il Covid tali prenotazioni non si sono trasformati in pagamenti anticipati. C’è incertezza e si spera nell’efficacia del super green pass. Mancano gli arrivi stranieri e l’impressione è che si decida tutto negli ultimi quindici giorni. In molti casi (circa un 40%) gli hotel hanno deciso di non prolungare l’apertura anche a fine anno e preferiscono dare appuntamento ad aprile.

La situazione in tutta Italia

Secondo il “Corriere di Roma” stanno fioccando numerose disdette delle prenotazioni negli alberghi oltre che ai ripensamenti sulle visite turistiche a musei, monumenti e mostre. Per il periodo natalizio si prevede, almeno, un 70% di diminuzione degli arrivi negli hotel rispetto ai dati del 2019, mentre al momento è confermato un calo dell’80% per le guide.

In Lombardia, come rivelato da Maurizio Naro in una intervista ai primi di dicembre, la situazione purtroppo non è molto migliore: “Dal 10 dicembre in avanti le camere prenotate sono però solo una su dieci. Colpa della variante? Difficile stabilirlo anche per via delle prenotazioni last minute. Qualche cancellazione c’è stata sicuramente, ma è difficile isolarla statisticamente”.

Proprio per questo motivo, per spingere il turismo, a Milano è stata lanciata l’iniziativa “Fly to Milano“, che ha come obbiettivo di regalare una notte in più ai visitatori che arrivano in città in aereo e che hanno una prenotazione alberghiera per almeno due notti se si è acquistato un biglietto aereo con destinazione Milano Malpensa o Milano Linate.

Tanta preoccupazione anche per i ristoratori poiché, come riportato da “Rete Veneta“, stanno fioccando le disdette per le cene aziendali ed i cenoni a causa del super green pass. Roberto Astuni, heneral manager dell’Hotel Alla Corte Spa & Wellness Relax, afferma che su un’ottantina di persone prenotate circa venti hanno già deciso di tirarsi indietro.

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Cosa ne pensa l’autore
Emanuele Novizio

Emanuele Novizio - L'economia, nonostante le belle parole, non migliora ed a pagarne sono quelli che hanno aperto la loro attività con tutte le difficoltà del caso. Zero aiuti, ulteriori chiusure e limitazioni non fanno bene all'economia, e bisogna prendere dei provvedimenti davvero seri per loro prima che sia troppo davvero troppo tardi per salvare gli hotel o ristoranti.

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