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Calo dei consumi: spesa degli italiani ai minimi, uova al posto della carne

Un'indagine sui consumi ha rivelato i segni di una crisi economica profonda che spinge le famiglie italiane a ridurre anche i consumi alimentari. Ritorno a cibi meno cari come le uova, perché la carne costa troppo

Economia e Finanza
Pubblicato il 10 marzo 2014, alle ore 14:36

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Calo dei consumi: spesa degli italiani ai minimi, uova al posto della carne

Da un’indagine della Coldiretti sui consumi degli alimentari è emerso che la crisi ha colpito duramente numerose famiglie che, per necessità, hanno dovuto rinunciare anche all’acquisto di alcuni alimenti, provocando così un allarmante calo dei consumi

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La riscoperta delle uova al posto della carne non avviene solo per puro piacere, ma soprattutto per problemi economici, visto che la carne costa molto di più e molti italiani hanno dovuto cambiare le proprie abitudini alimentari per tagliare le spese. La Coldiretti rivela che i consumi delle famiglie italiane sono tornati ai livelli degli anni 80, significa che spendiamo per la spesa in media come più di trent’anni fa.

Una retrocessione così forte non si era mai vista nel nostro Paese, luogo in cui la spesa alimentare è stata sempre in crescita: il crollo dei consumi è in atto ormai da diversi anni, almeno dal 2006, e ogni anno si è drasticamente ridotto il potere d’acquisto delle famiglie fino ad arrivare ai minimi termini come quelli di oggi. La crisi non accenna a diminuire e le previsioni per il futuro non sono affatto rosee. Infatti, dai dati dell’Istat, c’è che sostiene che ancora forse non si è toccato il fondo, nel senso che può anche verificarsi un domani più nero e con una povertà ancora più diffusa.

Ma quali sono i prodotti alimentari che gli italiani privilegiano al posto della carne e di altri alimenti più costosi? Ai primi posti ci sono il miele, la farina e le uova, condivisi come scelta per un ritorno alle cose fatte in casa e un consumo di cibi più naturali e genuini. La conseguenza di questa scelta, forzata dalla minore disponibilità economica, segna naturalmente il crollo del cosumo di piatti pronti e di prodotti confezionati, a cui si sostituiscono la pasta ed il pane fatti in casa, ma anche dolci e sughi sperimentati non solo dalle casalinghe ma anche dalle inesperte. Dall’altro lato, i dati della Coldiretti rivelano una tendenza negativa per il consumo della carne e del pesce fresco, con punte di percentuali che raggiungono il -20% e che appaiono sulla tavola solo in rare occasioni, visto il rialzo continuo dei prezzi.

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