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Bonus 600 euro, arrivano i dati Inps: 7 pagamenti su 10 agli autonomi

Dall’Inps emergono i dati sui pagamenti dei bonus da 600 euro erogati in favore dei richiedenti. Nella platea dei lavoratori coinvolti il 70% delle pratiche assolte è riferibile agli autonomi.

Economia e Finanza
Pubblicato il 28 aprile 2020, alle ore 10:43

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L’ente pubblico di previdenza ha aggiornato nelle scorse ore il computo dei dati relativi al bonus da 600 euro, evidenziando anche alcuni interessanti dettagli rispetto alla platea dei lavoratori coinvolti. Dalle pieghe delle statistiche elaborate dall’ente si scopre infatti che quasi sette pratiche su 10 (il 69,5%) hanno coinvolto i lavoratori autonomi, mentre le richieste dei dipendenti con contratto a termine del settore agricoltura hanno pesato per il 15,4%.

La quota davvero marginale ha invece riguardato i lavoratori del settore dello spettacolo. Le domande in arrivo da questo profilo hanno infatti interessato solo lo 0,7% delle pratiche complessive, ma bisogna anche tenere presente che rispetto alla platea generale dei potenziali beneficiari la loro presenza è già in partenza da considerare come esigua.

Complessivamente, l’Inps ha erogato finora 3,4 milioni di indennità da 600 euro, per una spesa totale di circa 2 miliardi di euro. La classificazione dei pagamenti offre però anche uno spaccato su quelle che sono alcune delle ingiustizie presenti nel nostro mondo del lavoro. Basti pensare al problema delle differenze di genere, che si riverbera purtroppo anche all’interno di questo contesto.

Il gender gap presente anche nel bonus 600 euro: due terzi dei pagamenti in favore degli uomini

Indagando tra i dati comunicati dall’Inps si scopre infatti che il gender gap si riverbera anche sulle condizioni di accesso alle indennità previste per contrastare l’emergenza Coronavirus. Il bonus da 600 euro è stato infatti erogato in due terzi dei casi a uomini, mentre le donne risultano presenti al 50% nelle partite Iva e di coloro che lavorano come stagionali nel settore turistico.

Per quanto concerne invece l’età media di erogazione, il dato torna a livellarsi sui 46 anni, dividendosi a 45,6 anni per le donne ed a 46,3 anni per gli uomini. In questo senso, la platea meno numerosa è quella dei giovani con un’età inferiore a 25 anni. Corrispondono infatti ad appena il 3% dei beneficiari di un pagamento per l’indennità da 600 euro.

Cosa ne pensa l’autore
Stefano Calicchio

Stefano Calicchio - Il riverbero del gender gap all’interno dei pagamenti per le indennità ed i sussidi di welfare in contrasto all’emergenza Coronavirus deve fare certamente riflettere, anche se il dato non poteva certo risultare differente. Purtroppo è risaputo che le differenze di genere presenti nel contesto lavorativo sono destinate a concretizzare i propri effetti anche sul settore assistenziale e previdenziale.

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