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Benzina: il mese di novembre porterà rincari assurdi sul costo del rifornimento

Ondata di rincari per la benzina in occasione del ponte del 1 novembre, con una raffica di incrementi dei listini che supera in numerosissimi distributori della penisola la soglia psicologica dei 2 euro al litro.

Economia e Finanza
Pubblicato il 2 novembre 2021, alle ore 10:19

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Benzina: il mese di novembre porterà rincari assurdi sul costo del rifornimento

Da nord a sud Italia si sono registrati nelle ultime ore ulteriori rincari dei listini alla pompa – afferma il presidente dell’associazione dei consumatori, Carlo Rienzi – con la benzina che oramai in modalità servito viaggia già oltre i 2 euro al litro.

A causa del caro-benzina una famiglia media spende oggi circa 430 euro in più su base annua solo per i maggiori costi di rifornimento, conto purtroppo destinato a salire nelle prossime settimane a causa dell’escalation dei listini alla pompa.

I rincari

Ondata di rincari per i carburanti in occasione del Ponte di Ognissanti. Lo denuncia il Codacons, che segnala una raffica di incrementi dei listini in occasione della ricorrenza dell’1 novembre, con la benzina che supera in numerosissimi distributori della penisola la soglia psicologica dei 2 euro al litro.

“Da nord a sud Italia si sono registrati nelle ultime ore ulteriori rincari dei listini alla pompa, con la benzina che oramai in modalità servito viaggia già oltre i 2 euro al litro” – denuncia il presidente Carlo Rienzi – “Aumenti che hanno aggravato la spesa degli italiani che si sono spostati in auto in occasione del Ponte dell’1 novembre e che portano un pieno di verde o di gasolio a costare oggi circa 20 euro in più rispetto allo stesso periodo del 2020”.

A causa del caro-benzina una famiglia media spende oggi circa 430 in più su base annua solo per i maggiori costi di rifornimento, conto purtroppo destinato a salire nelle prossime settimane a causa dell’escalation dei listini alla pompa – prosegue Rienzi – Gli effetti di tale situazione rischiano di essere devastanti per le tasche dei cittadini e avranno ripercussioni negative sul potere d’acquisto dei consumatori e sui consumi di Natale, con danni per imprese, industria ed economia nazionale.

Il Governo, che resta a guardare e non interviene appare inadempiente, e non dimostra interesse a tagliare Iva e accise sui carburanti per non rinunciare agli enormi entroaccise e l’Iva.iti per le casse statali garantiti dalle tasse su benzina e gasolio – conclude il presidente Codacons. L’Italia è ai primi posti in Europa per il prezzo dei carburanti più elevato.

Siamo al terzo posto in Europa per il costo del gasolio alla pompa (soltanto Svezia e Finlandia lo pagano di più), ed in quinta posizione (dietro Paesi Bassi, Danimarca, Finlandia e Grecia) per la benzina. La situazione, come abbiamo già avuto modo di rimarcare in tempi recenti, si ribalta se si prendono in considerazione i prezzi dei carburanti al netto delle tasse: in questo caso l’Italia è in fondo alla classifica europea, rispettivamente al 20esimo posto per il gasolio ed al 18esimo posto (su 27 paesi) per la benzina.

Il prezzo della benzina aumenta a livello internazionale quando aumenta il costo del petrolio. Ma quando sale il costo del petrolio, il costo della benzina aumenta lentamente, e quando scende il prezzo del petrolio, il prezzo della benzina scende lentamente. A incidere tanto in Italia sul costo finale sono in realtà le accise e l’Iva.

Riducendo tasse e accise il costo a litro sarebbe più basso, simile ad altri Paesi europei. In Francia scatta un bonus di 100 euro per la benzina a chi guadagna meno di 2.000 euro al mese: così il governo ha deciso di dare un segnale forte contro il car carburanti. A fronte di un extragettito di 1 miliardo di euro che l’erario incasserà per l’impennata dei prezzi di benzina, diesel e Gpl per autotrazione, la Cgia chiede al Governo di “restituire agli italiani, in particolar modo agli autotrasportatori e a chi utilizza quotidianamente un autoveicolo per ragioni di lavoro (taxisti, autonoleggiatori, agenti di commercio, etc.), questo ‘tesoretto’ da 1 miliardo di euro, aumentando, ad esempio, il credito di imposta sui carburanti previsto ogni anno a queste categorie in sede di dichiarazione dei redditi“.

E’ superfluo ricordare che il prezzo alla pompa della benzina, del diesel e del Gpl per autotrazione non è determinato dallo Stato; tuttavia, l’aumento del costo dei carburanti registrato nel 2021 ha fatto senz’altro bene al fisco, per nulla al portafoglio degli automobilisti” chiarisce la Cgia che ha diffuso le stime sull’extragettito.

La Cgia ricorda inoltre che all’inizio del 2021 sia il prezzo industriale sia quello alla pompa di tutti i carburanti e i relativi consumi erano molto contenuti; questo a seguito della crisi pandemica e delle conseguenti restrizioni alla mobilità applicate allora. Pertanto, l’incremento percentuale di extra gettito registrato fino a oggi “risente” della situazione di partenza e dei successivi aumenti registrati sia dai consumi sia dai prezzi alla pompa di benzina, gasolio e gas per autotrazione.

Nel 2021, prosegue la Cgia, i prezzi alla pompa dei carburanti hanno subito degli aumenti importanti. La benzina, ad esempio è passata da un costo medio di 1,47 euro/litro registrato a gennaio fino a 1,72 euro/litro rilevato a ottobre (variazione +17 per cento). Il diesel, invece, costava 1,34 euro/litro ad inizio anno; oggi il prezzo medio ha raggiunto 1,58 euro/litro (+17,9 per cento).

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Cosa ne pensa l’autore
Caterina Lenti

Caterina Lenti - Ennesimi rincari in vista, stavolta previsti per la benzina. Dopo la crisi pandemica, c'era da aspettarselo! Certo, questa non è proprio una bella notizia per gli italiani, fin troppo messi alla prova da aumenti nel settore economico. Mi auguro che le istituzioni si mettano una mano alla coscienza e che non vadano a gravare ulteriormente su un Paese già "martoriato".

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