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Aperture domenicali: Di Maio rilancia la guerra contro i negozi aperti 7 giorni su 7

Il leader del Movimento 5 Stelle torna a proporre un intervento sulle aperture domenicali per tutelare i lavoratori dei centri commerciali, aprendo un nuovo fronte dopo il Decreto Dignità e il provvedimento sui Riders.

Economia e Finanza
Pubblicato il 4 novembre 2019, alle ore 08:18

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Aperture domenicali: Di Maio rilancia la guerra contro i negozi aperti 7 giorni su 7

Dal Movimento 5 Stelle si torna a parlare di lavoro ed in particolare di aperture domenicali. Dopo il via libera al decreto dignità ed a quello sui riders, torna sotto i riflettori la questione dei centri commerciali sempre aperti ed il relativo impatto sulla vita familiare dei lavoratori. Una tematica che era stata già affrontata in passato e che aveva diviso gli italiani tra coloro che si erano dichiarati a favore della misura e chi invece si era fortemente opposto.

A spiegare che il tema tornerà al centro del dibattito politico è lo stesso leader dei 5S Luigi Di Maio, attraverso un nuovo post pubblicato su Facebook. Al suo interno, ha ricordato la necessità di tutelare “le persone che lavorano, come nel caso delle partite iva e dei lavoratori dipendenti degli esercizi commerciali che, a causa delle liberalizzazioni, sono sprofondati nella giungla degli orari di apertura e chiusura”.

L’obiettivo di “battere i centri commerciali, rimanendo aperti 12 ore al giorno e 7 giorni su 7” è stato però perseguito invano, mentre secondo l’esponente pentastellato le condizioni di vita dei lavoratori sono peggiorate. Non a caso Di Maio chiede se la questione possa davvero proseguire su questi binari: “è il modo giusto per tutelare i piccoli esercizi?”, domanda rilanciando il tema.

La replica di Confcommercio: si tratta di un falso problema

Sulla questione non si sono fatte attendere le repliche da parte della politica e dei rappresentanti degli esercenti. Da Confcommercio si fa sapere che la discussione rappresenta “un falso problema” perché le principali problematiche vissute dal comparto sono le “massacranti imposizioni fiscali”. A spiegarlo è stato il membro della giunta, Enrico Postacchini, esprimendo la propria posizione all’agenzia AGI.

Anche dall’opposizione non è mancata una replica sarcastica all’ipotesi di intervenire sulle chiusure domenicali. Ad esprimere la propria contrarietà è stato Matteo Salvini, che ha risposto con un tweet prendendo spunto proprio dall’elevata imposizione fiscale applicata nel commercio. “Tranquillo Gigi, con tutte le tasse che tu, Conte e Renzi state mettendo, almeno questa promessa la manterrai“, ha suggerito il leader leghista, promettendo battaglia sulla vicenda.

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Cosa ne pensa l’autore
Stefano Calicchio

Stefano Calicchio - La questione delle aperture domenicali torna periodicamente al centro del dibattito politico. È chiaro che un provvedimento in tal senso può garantire tutele importanti in favore dei lavoratori. Resta però il fatto che la necessità di maggiore equilibrio familiare sia una questione incombente e che attende una risposta concreta, ma anche che i cittadini sono ormai abituati ad avere i centri commerciali sempre aperti. Trovare un compromesso tra le diverse esigenze non sarà facile.

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