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Aperture domenicali 2019, verso chiusura per 12 festività: ecco come potrebbe funzionare

Il Governo giallo - verde trova l’intesa sulla stretta alle aperture domenicali: si va verso nuovi limiti alle attuali normative, ma alle Regioni sarà lasciato un margine di scelta. Stretta anche sull’ecommerce.

Economia e Finanza
Pubblicato il 3 febbraio 2019, alle ore 17:44

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Aperture domenicali 2019, verso chiusura per 12 festività: ecco come potrebbe funzionare

Il tema delle aperture domenicali è stato al centro dell’attenzione pubblica sin dalle prime discussioni emerse negli scorsi mesi, polarizzando le opinioni dei cittadini e di fatto dividendo gli italiani tra coloro che sono favorevoli ad una regolamentazione più stretta e chi invece ritiene giusto lasciare inalterata l’attuale situazione. Il dibattito è stato piuttosto acceso anche all’interno della stessa maggioranza, ma sembra che sulla questione si sia giunti finalmente ad un accordo di massima.

La sintesi potrebbe infatti far prevalere una ipotesi di mediazione, con la chiusura per 12 festività e la possibilità di mantenere aperti i negozi la metà delle domeniche disponibili all’interno del calendario. Ovviamente ci saranno delle deroghe specifiche pensate per le situazioni particolari, come nel caso delle zone considerate ad impatto turistico (dove sarà quindi possibile mantenere aperto oltre i limiti ordinari fissati dalla futura legge).

Decisione finale alle Regioni

Stante la situazione appena descritta, rispetto alla regolamentazione generale prevista dal Governo su scala nazionale saranno poi le Regioni a decidere quali saranno le domeniche che potranno garantire o meno l’apertura dei negozi. In questo modo, se ne valorizzerà l’autonomia e si consentirà anche di decidere sulla base delle effettive peculiarità locali del commercio.

La proposta di legge dovrebbe essere formalizzata nei prossimi giorni presso la Commissione lavoro della Camera, avendo come relatore l’On. Andrea Dara (Lega), il quale ha confermato l’impostazione generale del provvedimento durante un’intervista rilasciata per Bloomberg. Ricordiamo che inizialmente la Lega puntava ad un tetto massimo di otto aperture, mentre il Movimento 5 Stelle suggeriva di considerare possibile mantenere aperto fino ad un quarto degli esercizi commerciali. Una particolare deroga potrebbe essere poi prevista per i centri storici e per le cosiddette città metropolitane, ovvero Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Torino e Venezia.

Infine, un punto particolare riguarda il settore dell’e-commerce, con il divieto di consegna degli acquisti effettuati online nei giorni festivi. Per il settore si starebbe pensando però ad ulteriori regolamentazioni, pertanto anche in questo caso sarà interessante monitorare in che modo evolverà la discussione.

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Cosa ne pensa l’autore
Stefano Calicchio

Stefano Calicchio - Il tema delle aperture domenicali ha fatto molto discutere negli scorsi mesi, portando di fatto ad un acceso scontro lavoratori, sindacali e rappresentanti del commercio. Se da un lato appare infatti indispensabile garantire l’equilibrio tra la vita lavorativa e quella privata, dall’altro lato vi sono forti preoccupazioni sugli eventuali riverberi negativi per il settore del commercio. Al Governo spetta il compito di trovare un difficile equilibrio tra le due istanze.

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