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Acconto Imu 2019: pagamento da effettuare entro il 17 giugno

Slitta al 17 Giugno il pagamento della prima rata dell’IMU 2019. Il saldo va versato entro il 16 Dicembre. Possibile utilizzare le aliquote 2018, salvo conguagliare tutto a Dicembre.

Economia e Finanza
Pubblicato il 5 giugno 2019, alle ore 22:35

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Acconto Imu 2019: pagamento da effettuare entro il 17 giugno

Mancano pochi giorni al consueto appuntamento con il pagamento della rata di acconto dell’IMU, che quest’anno slitta a lunedì 17 Giugno. I contribuenti avranno quindi un giorno in più per il versamento, visto che la scadenza prevista per il giorno 16 cade di domenica, e pertanto viene prorogata al primo giorno seguente non festivo. Per il saldo, invece, resta confermata la data del 16 dicembre.

Disciplina del tributo e i soggetti obbligati al pagamento

L’IMU, ovvero l’Imposta Municipale Unica, è nata nel 2012, in sostituzione dell’ICI (Imposta Comunale sugli Immobili). Si applica sui redditi fondiari di fabbricati, aree edificabili e terreni agricoli. Per gli immobili non affittati, l’IMU sostituisce l’Irpef e le addizionali regionali e comunali, ad esclusione degli immobili ad uso abitativo ubicati nello stesso comune dell’abitazione principale, il cui abbattimento Irpef si riduce al 50%.

Dopo la Legge di stabilità del 2014, l’IMU è diventata la componente patrimoniale della IUC (Imposta Unica Comunale), che comprende la TASI (Tributo per i servizi indivisibili), i cui termini di scadenza dei versamenti sono i medesimi dell’IMU, e la TARI, ovvero la tassa sui rifiuti.

Entro il 17 giugno sono obbligati al versamento della rata di acconto dell’IMU 2019, i proprietari e titolari dei diritti di usufrutto, uso, abitazione, superficie ed enfiteusi sugli immobili. Non è soggetta ad IMU l’abitazione principale e le relative pertinenze, ma nel limite di una unità immobiliare per ciascuna delle categorie C/2 (cantine), C/6 (box auto) e C/7 (tettoie).

Se l’abitazione principale è però accatastata nelle categorie A/1 (Abitazioni di tipo signorile), A/8 (Abitazioni in ville) o A/9 (Castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici), l’IMU è dovuta applicando l’aliquota ridotta e la detrazione d’imposta prevista dal comune, ove è situato l’immobile.

Il contribuente deve calcolare l’IMU da versare

Importante ricordare che per l’IMU, ma anche per la TASI, i contribuenti non ricevono nessun avviso di pagamento, ma devono provvedere autonomamente al calcolo e al pagamento dell’imposta. In soccorso dei cittadini, già da qualche anno, sono disponibili gratuitamente sul web alcuni siti che assistono il contribuente nel calcolo dell’imposta e nella predisposizione dei modelli F24 per il pagamento, che può avvenire in banca o in posta. Per chi possiede le credenziali di accesso a Fisconline, il pagamento può anche avvenire telematicamente, compilando online il modello F24 e inserendo il codice IBAN sul quale il fisco effettuerà l’addebito.

L’utilizzo di questi applicativi prevede comunque che il contribuente si procuri le rendite aggiornate degli immobili da tassare e il valore delle aree edificabili al 1° gennaio dell’anno in corso. Il calcolo della rata di acconto può avvenire utilizzando le aliquote del 2018, ma se il comune ha già deliberato le aliquote per l’anno in corso, il contribuente può utilizzare quest’ultime per calcolare il dovuto.

Nel mese di dicembre, con la rata a saldo, si dovrà obbligatoriamente utilizzare le aliquote del 2019, e conguagliare l’imposta annuale tenendo conto di quanto versato a giugno. 

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Cosa ne pensa l’autore
Costantino Ferrulli

Costantino Ferrulli - È iniziato il mese di Giugno che ci porterà l’estate (almeno si spera) ma anche la tanto odiata IMU, l’imposta che i cittadini non digeriscono perché colpisce il patrimonio immobiliare, che in alcuni casi non produce reddito perché magari sfitto. Per fortuna, da questa tassa già da qualche anno è stata esclusa la prima casa, anche se di contro i comuni, per far quadrare i conti, hanno dovuto intervenire su altre tasse locali (TARI, TOSAP, etc).

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