Iscriviti
Roma

Vuole diventare legge, la proposta di rendere la canzone "Bella Ciao" inno della Festa della liberazione

Lo scorso venerdì ha iniziato l’iter parlamentare una proposta di legge, per rendere la canzone partigiana Bella ciao, l’inno ufficiale della Festa della liberazione dal nazifascismo, che cade ogni 25 aprile.

Cronaca
Pubblicato il 7 giugno 2021, alle ore 17:49

Mi piace
1
0
Vuole diventare legge, la proposta di rendere la canzone "Bella Ciao" inno della Festa della liberazione

Bella Ciao, il popolarissimo canto popolare partigiano, si trova al centro di un dibattito, ebbene si vuole portare una legge in Parlamento secondo cui diverrebbe l’inno ufficiale del 25 aprile, per la Festa della Liberazione. Molti politici di destra, non si trovano d’accordo definendolo una canzone troppo di sinistra, “Non è la canzone dei partigiani, è la canzone solo dei partigiani comunisti“.

Che origine ha Bella Ciao? Sembrerebbe il canto che proveniva dalle risaie delle mondine, durante gli anni Trenta, secondo altri se ne udì il suono nei primi anni 50, Il giornalista Giampaolo Pansa – sostiene che in realtà i partigiani non la cantarono mai e che diventò popolare solo nel Secondo dopoguerra.

Era diffusa soprattutto a Reggio Emilia,  in molti la fanno risalire a una canzone popolare ebraica (yiddish) Dialetto parlato dalla maggioranza degli Ebrei stanziati nell’Europa centrale e orientale e di quelli di qui emigrati negli Stati Uniti d’America, discendente dall’alto tedesco medio, arricchito di elementi lessicali ebraici, slavi e neolatini, scritto in caratteri ebraici; suonata da Mishka Ziganoff, Negli anni l’hanno cantata e suonata, tra gli altri, Milva, Manu Chao, Claudio Villa, Yves Montand, Woody Allen, Tom Waits. Una nuova e ancora più estesa fama gliel’ha portata poi la serie di Netflix La casa di carta.

E’ principalmente un inno alla libertà, alla disobbedienza civile, alla resistenza e ognuno se ne fa portavoce, la lotta contro le ingiustizie, ma quanto una canzone popolare, può entrare in politica e spodestare l’inno di Mameli, che ha sempre rappresentato la Repubblica nel giorno del 25 aprile?

Normale che all’interno della destra più moderata, tiri aria di maretta, definendo il procedimento assurdo, e privo di fondamento. Vedremo chi la spunterà, se ci sarà l’approvazione della Camera, per una canzone, che è sempre stata comunque un simbolo e nell’immaginario collettivo cantata in maniera trasversale. 

Video interessanti:
Cosa ne pensa l’autore
Martina Capit

Martina Capit - Mi sembra sinceramente una buona idea, Bella Ciao ha sempre rappresentato la lotta alle controversie, un inno alla resistenza, e quale data migliore del 25 aprile per festeggiarla e cantarla, appartenente proprio a quella classe proletaria da cui è rappresentata. Certo ci sono molte connotazioni politiche che potrebbero far storcere la bocca a molti quindi è una decisione seria da prendere.

Lascia un tuo commento
Commenti

Non ci sono ancora commenti su questo contenuto. Scrivi la tua opinione per primo!