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Viterbo, picchiate selvaggiamente in casa. Dopo due ore gli aggressori sono di nuovo in libertà

Al termine di un litigio al bar, gli aggressori seguono le vittime a casa. Sfondando la porta d'entrata, picchiano selvaggiamente le due ragazze: dopo due ore, vengono rilasciati dai carabinieri.

Cronaca
Pubblicato il 20 dicembre 2018, alle ore 12:45

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Viterbo, picchiate selvaggiamente in casa. Dopo due ore gli aggressori sono di nuovo in libertà

Una serata normale iniziata come una delle tante trascorse da Stefania Calenda e dalla nipote Michela Cuomo in provincia di Viterbo, a Bolsena: dopo poche ore, si è trasformata in un terribile incubo per entrambe le ragazze ed un loro amico, picchiati selvaggiamente da due ragazzi stranieri che si definivano loro amici. Dopo meno di due ore, gli aggressori sono stati rilasciati dai carabinieri, e Stefania ha voluto raccontare la sua storia ad Arezzo24 per denunciare la violenza e chiedere giustizia.

Un diverbio nato al bar del paese, dopo aver trascorso delle ore a chiacchierare tra “amici”: eppure, qualcosa sembra essere andato storto scatenando l’ira di Jad e Sergio, un ragazzo marocchino ed uno rumeno con cui le due ragazze erano uscite nella sera del 5 dicembre scorso. Dopo l’arrivo dei carabinieri, che hanno chiesto al gruppo di ragazzi di andare altrove o di abbassare il volume della voce, Stefania e Michela hanno scelto di ritornare a casa, ma solo quando sono arrivate alla loro abitazione si sono rese conto di essere state seguite.

La denuncia nel web di Stefania

Dall’arrivo a casa, gli eventi si sono susseguiti rapidamente, e la violenza subita dalle due ragazze e da Walter – l’amico che era in loro compagnia – è stata davvero surreale. I due aggressori hanno sfondato la porta della loro abitazione e hanno iniziato a picchiare prima l’amico e poi Stefania e Michela, mettendo sottosopra l’intera casa. Fortunatamente, Walter è riuscito ad allontanarsi rapidamente per chiamare i carabinieri che, al loro arrivo, sono riusciti a fermare i due aggressori.

Pugni, calci, ed insulti quali “muori lesbica” che hanno ferito fisicamente e moralmente Stefania e Michela. Le ferite riportate da Stefania, che ha denunciato anche ad Arezzo24, sono davvero numerose e serie: denti rotti, retina danneggiata che potrebbe provocarle la perdita della vista, molti lividi, ed un dito steccato. La nipote Michela è stata per ore in stato di choc, essendo stata vittima in passato di violenze domestiche, ma – dopo meno di un paio di ore dall’arresto dei due aggressori – i carabinieri li hanno rimessi in libertà.

Stefania ha deciso di denunciare sul web la violenza subita, pubblicando le foto delle ferite di entrambe le ragazze, e le condizioni in cui è stata ridotta la loro abitazione, sottosopra e sporca di sangue. “Chiediamo solo giustizia, per noi e per tutte le donne che vengono picchiate“, conclude nella sua denuncia la ragazza.

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Cosa ne pensa l’autore
Marta Lorenzon

Marta Lorenzon - Le immagini sono davvero spaventose, ma ti fanno capire quanto terribile sia quella violenza di cui si sente sempre parlare e che ci sembra sempre così distante fino a quando non ti ritrovi vittima in prima persona. È sconvolgente sapere che, dopo meno di due ore, gli aggressori siano stati rimessi in libertà.

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