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Milano

Violenza in treno: ragazzo insultato e spintonato per il colore della sua pelle

Sputi e insulti a un giovane che viaggiava sul treno regionale Milano Centrale-Verona: "A voi negri non controllano perché siete colorati". Su Facebook viene pubblicato il video da una ragazza.

Cronaca
Pubblicato il 2 agosto 2019, alle ore 08:05

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Violenza in treno: ragazzo insultato e spintonato per il colore della sua pelle

Ha fatto il biglietto? Fammelo vedere“, una domanda e un imperativo che suppongono già che il viaggiatore non sia in regola. A chiedere dimostrazione della regolarità del viaggio non è il controllore, bensì un semplice passeggero in un treno regionale Milano Centrale-Verona.

A raccontare dell’improvvisato controllore è un video postato su Facebook da Delia Piavani, una studentessa di 24 anni che ha raccolto con il suo smartphone la scena a cui per caso ha assistito. 

Pelle e divisa di un altro colore

Il passeggero controllore, inizialmente postato nel corridoio d’ingresso, dopo una prima e insistente richiesta a qualcuno che nel video non si vede, con conseguente risposta (“perchè dovrebbe farlo vedere a lui“), si sposta e ripropone la domanda a un ragazzo, visibile nel video, seduto nel primo sedile, vicino al corridoio d’ingresso. La domanda “hai fatto il biglietto?“e l’insistenza sono le stesse, seguono offese e parolacce, poi l’affermazione: Io l’ho pagato, a voi non lo controllano perché siete colorati“.

Delia Piavani scrive che stava guardando una serie tv e, per questo, aveva le cuffie ma, nel sottofondo, sentiva le imprecazioni di una persona. Tolte le cuffie, ha capito che la vicenda si stava svolgendo alle sue spalle: “nell’area dove ci sono le porte del treno” un uomo, in bergamascoinsultava con epiteti razzisti qualcuno che la ragazza non vedeva.

L’uomo che accusava il giovane di colore di non avere il biglietto, riferisce la 24enne, “era perfettamente lucido“, sfogava la sua frustrazione “nel modo più orribile“, indossava una maglietta verde e sosteneva che quella era la sua divisa. Sono seguiti poi una spintonata, uno sputo, e diverse parolacce verso il ragazzo solo perché aveva il colore della pelle e una maglietta di un altro colore.

All’arrivo del controllore la ragazza ha riferito l’accaduto ma, dalla risposta ricevuta, sembra che questo sia ormai abituato a vicende del genere: “Sì, ogni giorno è sempre peggio, mi spiace‘”. Delia  riferisce di essere scesa dal treno scossa “con tanta rabbia, frustrazione e nausea e sensazione di impotenza“.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - L'abitudine, si dice, è il peggiore dei mali e Delia, fortunatamente, ha ancora la capacità di "sentire" in modo diverso, più umano e anche razionale. Chi si abitua non fa più caso, non s'accorge di nulla, ci passa sopra, lascia correre. Chi non è abituato a questi fatti si lascia sconvolgere, prova rabbia, senso d'impotenza e s'interroga, motore di una risposta.

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