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Video shock di Damiana morta di eutanasia in Svizzera

Il video shock girato qualche giorno prima della morte di Damiana, morta per eutanasia in Svizzera, è stato un motivo in più perché l'associazione Coscioni ricominciasse a lottare per l'approvazione della legge. L'associazione chiede al Parlamento il sì

Cronaca
Pubblicato il 12 settembre 2014, alle ore 13:54

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Le parole di Damiana, 68 anni, malata di sclerosi multipla, riprese nel video shock girato qualche giorno prima di morire, sono state un nuovo impulso per l’Associazione Coscioni, che è decisa a riportare all’attenzione dell’opinione pubblica il tema scottante dell’eutanasia. Ecco le parole della donna, che ha deciso di porre fine alle sue sofferenze in una clinica in Svizzera: “Sono relegata a letto, ho dolori fortissimi, le mie mani tremano. Non voglio aspettare di rimanere paralizzata del tutto. Questa non è vitaNon basta l’assistenza, la dignità ha varie sfumature e uno che è abituato a fare tutto da solo non accetta un’assistenza totale: nell’igiene, nella nutrizione. Questa non è vita”. 

La legge per la legalizzazione dell’eutanasia è ferma da oltre un anno e gli attivisti cominciano la loro battaglia con una “passeggiata” di protesta di 20 ore attorno a Montecitorio. Alla passeggiata è stata invitata Mina Welby, moglie di Piergiorgio, morto il 20 dicembre 2006 dopo aver combattuto a lungo per aver riconosciuto il diritto al rifiuto dell’accanimento terapeutico. La passeggiata condotta dalla signora Welby si protrarrà dalle 16 di venerdì fino alle 12 di sabato. In seguito, i volontari di altre 40 città italiane organizzeranno banchetti per chiedere la stesura a registro del testamento biologico

Il segretario dell’Associazione Coscioni,  Filomena Gallo, afferma: “La proposta riguarda due aspetti. Da un lato stabilisce la depenalizzazione del reato di eutanasia nel caso in cui venga scelta da pazienti con prognosi di malattia incurabile, aspettative di vita inferiore ai 18 mesi e afflitti da gravi sofferenze. Dall’altro, dà pieno valore legale al testamento biologico”.

In attesa che la legge venga approvata in Italia, sono molte le persone che, come Damiana, vanno nei paesi dove l’eutanasia è legale, a condizione però che siano trasportabili e abbiano il denaro per affrontare la lunga trafila di documenti e visite. Nel video Damiana annuncia la sua prima visita con un medico e nel frattempo descrive la procedura a cui sarebbe stata sottoposta qualche giorno dopo. Dopo la terza visita, se il paziente non ha cambiato idea, gli sarà somministrata una bevanda da ingerire personalmente, dopo la quale non ci si risveglia più.

L’appello di Damiana riguarda il fattore economico: la signora, infatti, è consapevole che lei ha avuto i mezzi per farlo, ma è ingiusto che chi non abbia risorse economiche debba soffrire e non può accedere all’eutanasia. L’Associazione Coscioni rivolge un appello a tutte le forze politiche, chiedendo di permettere l’approvazione della legge su una tema così importante come quello dell’eutanasia.

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