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Vicenza, si uccide durante la dad. Il padre: "Incoraggiato dal web"

Un padre, non riuscendo ad accettare il suicidio del figlio, decide di fare una ricerca online venendo in contatto con un sito che è una chiara istigazione al suicidio e lancia l'accusa.

Cronaca
Pubblicato il 9 giugno 2021, alle ore 12:33

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Vicenza, si uccide durante la dad. Il padre: "Incoraggiato dal web"

Il mondo del web ha i suoi vantaggi e aspetti negativi. Se da un lato permette di connettersi con tantissime persone condividendo passioni e amicizie, dall’altro rischia di isolare ed è anche preda di sfide pericolose e mortali, proprio come è accaduto a un giovane ragazzo di Vicenza che ha deciso di togliersi la vita durante la dad. Il padre ora accusa un sito che lo ha incoraggiato e che istiga al suicidio. 

Matteo Cecconi è uno studente di 18 anni che, il 26 aprile scorso, durante una lezione in dad, ovvero la didattica a distanza a causa della pandemia, tra una lezione e l’altra, ha deciso di togliersi la vita. Il padre, Alessandro, oggi, a distanza di un po’ di tempo, afferma che il gesto del figlio è dovuto ad un sito web che istiga al suicidio. 

L’uomo che non riesce a darsi pace per il suicidio del figlio e sta cercando di capire come sia arrivato a compire questo gesto disperato, lancia un’accusa usando queste parole: “La mattina in cui ha deciso di ingerire il nitrito di sodio era collegato in chat con una decina di altri ragazzi che l’hanno sostenuto nella sua scelta”

Il sito a cui fa riferimento il padre è Sanctioned Suicide, che vanta più di 17 mila iscritti a livello mondiale, tra cui il ragazzo 18enne che lo seguiva dal 12 aprile. Un sito che è già stato oscurato dalla Procura di Roma in quanto considerato di istigazione al suicidio. Un capo d’accusa per cui si è anche aperta un’inchiesta dal momento che anche altri due ragazzi di 19 anni, ovvero Fabio e Paolo, sono morti nello stesso identico modus operandi del figlio di Alessandro Cecconi. 

Il padre è riuscito a risalire a questo sito cercando, tra il computer del figlio, alcuni indizi. Durante la mattina del suicidio, il giovane si è proprio collegato a questo sito con altre persone connesse. Secondo il padre, il figlio aveva intenzione di suicidarsi da diverso tempo e quel sito sicuramente lo ha aiutato. Il padre afferma che siti del genere non dovrebbero esistere.

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Cosa ne pensa l’autore
Simona Bernini

Simona Bernini - Il mondo del web nasconde tantissime insidie e il sito scovato dal padre è sicuramente un esempio in tal senso. Trovo assurdo che esistano siti del genere che sono una chiara istigazione al suicidio per cui molti giovani, proprio come Alessandro decidono di mettere fine alla loro vita. Sono d'accordo con il padre: certi siti non dovrebbero neanche esistere in quanto mettono a repentaglio la vita delle persone.

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