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Vicenza, insegnante elementare indagata per bacetti e messaggi ad un alunno

All’alunno di dieci anni riceve bacetti e messaggi dalla maestra, indagata per tentata violenza sessuale su minorenne dopo la denuncia dei genitori del bambino.

Cronaca
Pubblicato il 30 maggio 2019, alle ore 18:02

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Vicenza, insegnante elementare indagata per bacetti e messaggi ad un alunno

La procura di Vicenza ha avviato un’inchiesta a carico di una docente di una scuola primaria cittadina. L’insegnate dovrà rispondere a quella che per ora è solo un’ipotesi di reato di tentata violenza sessuale nei confronti di un suo alunno di appena 10 anni.

Il reato, di cui la maestra è accusata, è nella forma più lieve delle molestie dedotte dai messaggini che il ragazzino aveva ricevuto dall’insegnante direttamente sul suo cellulare, cosa che ai genitori non è passata inosservata.

I fatti si riferiscono allo scorso anno scolastico. Sono stati gli stessi genitori a denunciare l’insegnante 41 enne, dopo avere letto nel cellulare del figlio i messaggini piuttosto inusuali e sdolcinati da parte dell’insegnante che si rivolgeva all’alunno con parole che fanno pensare a tutt’altro che a un rapporto insegnante – alunno, come “amore mio“.

Prima di denunciare l’insegnante, i genitori si sono preoccupati di interrogare il figlio, che avrebbe loro riferito di avere ricevuto dalla maestra un paio di volte, “vicino o sulle labbra”, dei bacetti definiti “bacetti a stampo“. Resta da chiarire dove ciò sia avvenuto.

La maestra si è difesa negando ogni cosa: molto stimata presso l’istituto in cui insegna, la dirigenza non ha ritenuto opportuno prendere provvedimenti disciplinari per l’insegnante. Se la dirigenza non ha fatto molto per approfondire i fatti, lo faranno le indagini della procura, visto che ai carabinieri è stata sporta denuncia.

La donna dovrà difendersi e spiegare le parole affettuose dei messaggini. L’alunno, secondo quanto scrive il Corriere del Veneto, terminate le scuole elementari, ha cambiato scuola, ma la vicenda non è ancora chiarita. Una psicologa lo avrebbe ascoltato in forma protetta e, da quanto egli ha riferito l’esperta, avrebbe dato veridicità alla versione dei “bacetti”. Le indagini in corso cercheranno di fare piena luce su quanto accaduto al ragazzino quando frequentava la quinta elementare.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Non si sa cosa sia realmente accaduto: due baci e quanti messaggini? Uno, due? È un argomento che scotta quello delle molestie e, per questo, una maestra dovrebbe stare a mille miglia da una qualsiasi preferenza sugli alunni, dovrebbe fermarsi ancor prima dei messaggini e dei bacetti. Buono il controllo dei genitori sul cellulare personale che forse, dico forse, alle elementari potrebbe anche non esserci.

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