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Vicenza, imprenditore decide di usare i propri soldi per i figli dei dipendenti

Un imprenditore veneto è pronto a donare un bonus bebè a tutti i dipendenti che vorranno avere figli: per loro dai 250 ai 550 euro al mese per sette anni. Vinicio Bulla: "non voglio morire con i soldi in banca".

Cronaca
Pubblicato il 6 febbraio 2019, alle ore 11:40

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Vicenza, imprenditore decide di usare i propri soldi per i figli dei dipendenti

Non voglio morire con i soldi in banca“, questa una delle affermazioni di Vinicio Bulla, un imprenditore vicentino che ha dedicato la sua intera vita alla Rivit Spa di Caltrano, un’azienda mondiale che produce acciai speciali, tra i più usati nelle piattaforme petrolifere nei mari di tutto il mondo. Bulla, ormai 80enne, ha sempre combattuto per i suoi dipendenti, circa 150 nella sua azienda, riuscendo a non far fare loro neanche un giorno di cassa integrazione nonostante i periodi bui passati.

Dal settembre 2018, Vinicio Bulla – con la collaborazione di Confindustria Vicenza – è riuscito a mettere in atto un piano che punta nell’aiutare i propri dipendenti desiderosi di creare una famiglia o di avere un figlio. Secondo l’imprenditore infatti, Caltrano sta diventando una cittadina sempre più popolata da anziani e meno da giovani e da bambini, e spera che, con un aiuto economico da parte sua, le famiglie – sentendosi più motivate e sicure – decidano così di mettere al mondo più figli.

Contributi ai dipendenti per sostenere la natalità

Il contributo che farà Vinicio Bulla a tutti i suoi dipendenti con figli, o che li avranno in futuro, arriverà direttamente dalle sue tasche personali, tramite un fondo che per sette anni rimarrà congelato e totalmente dedicato ai suoi dipendenti.

Per sette anni quindi, l’imprenditore pagherà 550 euro al mese, 6.600 euro l’anno, per coprire le spese dell’asilo nido, e 250 euro al mese, 3.000 euro l’anno, per la retta della scuola media, il tutto per sette anni. Nonostante il piano di Bulla sia iniziato solo il settembre 2018, c’è già una bimba fortunata a cui stanno arrivando i preziosi contributi dell’imprenditore. Si tratta di Elena, nata il 23 dicembre. La famiglia della piccola inoltre, ha anche ricevuto una tantum 2.000 euro per il secondo figlio.

Una notizia, quella del contributo economico fatto da Bulla, che ha commosso anche l’assessore al Lavoro della Regione Veneto, Elena Donazzan, anche lei vicentina, che ha commentato questo suo gesto definendolo di grandissimo valore sociale, ed una testimonianza del profondo legale che le imprese venete hanno con il loro territorio. Vinicio infatti, nonostante i periodi di difficoltà riscontranti durante gli anni di lavoro, ha sempre fatto il massimo sborsando anche di tasca propria purché la sua azienda rimanesse totalmente italiana, rifiutando quindi anche delle vantaggiose e allettanti proposte dall’estero.

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Cosa ne pensa l’autore
Marta Lorenzon

Marta Lorenzon - Così come ha detto l'assessore, questa storia è davvero la testimonianza del legame che hanno le aziende venete con il loro territorio ma, ancora più importante, dimostra che non tutti gli imprenditori sono uguali. Da questa vicenda dovremmo tutti imparare che, chi ama la propria azienda e se ne prende cura, deve per prima cosa partire dai propri dipendenti, che sono i veri ingranaggi di tutto il lavoro.

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