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Vescovi italiani: donano 500 mila euro al popolo albanese terremotato

Il terremoto in Albania sta mettendo in moto la carità dei cristiani. La Cei, dal fondo dell'8xmille, ha destinato 500 mila euro per soccorrere i terremotati.

Cronaca
Pubblicato il 29 novembre 2019, alle ore 23:26

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Vescovi italiani: donano 500 mila euro al popolo albanese terremotato

La Presidenza della Cei (Conferenza episcopale italiana) ha deciso di destinare 500 mila euro alle vittime del terremoto che il 26 novembre, con epicentro tra Shijak e Durazzo, ha colpito l’Albania. I fondi stanziati a questo scopo sono stati raccolti con l’8xmille. La Caritas Italiana si farà carico di trasmettere la somma rendendone poi conto al Servizio per gli Interventi Caritativi a favore del Terzo Mondo.

La nota della Cei che accompagna la decisione spiega che l’iniziativa è “volta a rispondere alle urgenze più stringenti”: sarà quindi finalizzata ad assicurare alimenti e beni di prima necessità quali il vestiario, i sacchi a pelo, le coperte, i kit per l’igiene e quello per i neonati. Gli ingenti danni, infatti, non permetteranno a moltissime persone di rientrare nella propria casa. Saranno inoltre predisposte strutture atte all’accoglienza, come i servizi igienici, le cucine da campo e alcuni alloggi per le persone più fragili. 

L’agenzia stampa d’informazione religiosa, SIR, riporta che “Le città più colpite sono Durazzo (la seconda del Paese) e Thumanë, 40 km a nord di Tirana“, ma che anche gli altri centri sono stati messi a dura prova, e cita: “Kruje, Lezhe, Lac, Lushnje, Fier e la stessa Tirana”. Il numero delle vittime non è definitivo: si parla di almeno 49 morti, 750 feriti e di persone disperse.

Mentre la Caritas Italiana presente in Albania sta cercando di aiutare gli operatori della Caritas Albania, in Italia le Caritas diocesane si stanno muovendo per dare il loro apporto alla popolazione albanese. La Caritas Firenze insieme alla Federazione regionale della Misericordia della Toscana ha attivato alcuni punti di raccolta viveri in scatolame presso la Misericordia di Firenze, Tavarnelle, Badia a Ripoli, Borgo San Lorenzo e Campi Bisenzio.

Oltre alla solidarietà nei confronti della popolazione albanese attraverso la raccolta viveri, la Caritas Firenze sta programmando di realizzare un progetto a sostegno delle suore Serve di Maria riparatrice, che dal 1991, sono presenti a Lezha, tra le città più colpite del sisma.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Queste manovre economiche, prima il Papa, poi la Cei e le Diocesi, mi riportano alla mente le parole di San Paolo quando parla di fare a "gara" nel bene e quando parla della carità. Davvero l'apertura al fratello che è nel bisogno è un grande segno dell'amore di Dio che passa anche attraverso il nostro aiuto concreto, testimonianza di fraternità.

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