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Verona, nigeriano picchiato per aver aiutato una signora. Testimoni inviano una lettera a Repubblica: "lui è un eroe"

Ha aiutato una signora a cui era stato rubato il cellulare in treno, ma è stato picchiato dai due ladri. I testimoni della vicenda inviano un'e-mail a Repubblica dal pronto soccorso: "queste storie vanno raccontate".

Cronaca
Pubblicato il 5 maggio 2019, alle ore 10:29

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Verona, nigeriano picchiato per aver aiutato una signora. Testimoni inviano una lettera a Repubblica: "lui è un eroe"

In un’Italia che si dimostra chiusa ed impaurita verso lo straniero, da Verona arriva una storia molto particolare che vede protagonista un nigeriano giunto nel nostro paese “per avere una vita migliore“, così come afferma lui stesso.

A voler raccontare la storia di Bexander Best, non è il ragazzo, ma i molti testimoni che hanno assistito al suo atto di coraggio ed umanità, ed in particolare il giovane che è rimasto al fianco di Bexander al pronto soccorso, dov’è stato accompagnato dopo essere stato aggredito da due nordafricani in una rapina.

L’aggressione

Erano le 20 di sera circa quando il 26enne, Bexander, si trovava insieme a molte altre persone nel treno che da Trento si stava dirigendo a Verona. Dalla stazione di Rovereto sono saliti due nordafricani che, sedendosi al fianco di una donna di 60 anni, hanno cercato di parlare con lei con fare sospetto. Il giovane si è reso conto che mentre uno di loro distraeva la signora, l’altro le stava rubando il cellulare della vittima dalla sua borsa, per poi tentare la fuga.

E’ stato in questo momento che Bexander è entrato in azione; senza aspettare un secondo in più ha fermato l’uomo con il cellulare nelle tasche, chiedendogli di restituire l’oggetto alla sua proprietaria. Tra i due è nata una discussione; il nordafricano ha iniziato a minacciare il nigeriano, mentre Bexander insisteva perchè il cellulare venisse restituito. Non appena anche il complice si è avvicinato al 26enne, c’è stata una colluttazione dove il nigeriano ha avuto la peggio. Fortunatamente i presenti sono subito intervenuti, ma mentre soccorrevano il ragazzo i due ladri si sono dileguati nel nulla.

Le testimonianze

Alcuni dei presenti hanno accompagnato il 26enne dalla polizia, che ha consigliato al neo eroe di andare al pronto soccorso per farsi medicare il naso, il punto in cui è stato colpito con un pugno, e solo successivamente di fare denuncia per quanto accaduto. 

Durante la sua permanenza tra le mura ospedaliere, un giovane italiano che non ha voluto rilasciare il proprio nome, ha assistito Bexander cercando di convincerlo di raccontare all’intero paese la sua storia. E’ stato proprio questo testimone della vicenda ad inviare un’e-mail a Repubblica con la richiesta di rendere nota la storia di questo giovane straniero, residente in Italia in modo regolare con un permesso di soggiorno ma senza alcun lavoro ed in una casa che condivide con i suoi nipotini, perchè i cittadini italiani vengano a conoscenza di storie come quella di Bexander, seppur lui afferma: “non capisco questa curiosità, ho fatto una cosa normale“.

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Cosa ne pensa l’autore
Marta Lorenzon

Marta Lorenzon - Mi piacerebbe davvero che le parole di Bexander siano vere, purtroppo il suo gesto non è qualcosa di "normale". Non siamo soliti vedere qualcuno reagire in questo modo durante un'ingiustizia rivolta al prossimo, piuttosto rimaniamo fermi e pensiamo "meno male che non è successo a me". Forse l'egoismo ci ferma, o forse la semplice paura di venire aggrediti, sta di fatto che Bexander ha messo a rischio la propria incolumità per proteggere una signora, e questo è un atto che va elogiato.

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