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Vercelli, anziano ricoperto di larve in casa di riposo. La struttura risponde: "può succedere"

Sono state ritrovate delle larve sul corpo di un anziano deceduto dopo essere stato ospitato in una casa di riposo nella provincia di Vercelli. Il legale della struttura risponde alle accuse: "sono cose che possono succedere".

Cronaca
Pubblicato il 1 marzo 2019, alle ore 13:54

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Vercelli, anziano ricoperto di larve in casa di riposo. La struttura risponde: "può succedere"

La denuncia shock arriva da Massimiliano e Maria, i figli di Giovanni Battista Donadoni, l’anziano deceduto secondo loro a causa di una negligenza sanitaria della casa di riposo “La Quercia” di Borgo d’Ale, in provincia di Vercelli, dove da alcuni giorni era stato preso in cura. La terribile vicenda è stata raccontata nel programma Rai Storie Italiane, di Eleonora Daniele.

Da 16 giorni Donadoni era ospite della casa di riposo in questione ma, quando all’interno della cannula che aiutava a respirare l’anziano, sono state ritrovate delle larve di mosca, hanno portato il padre in ospedale, dov’è poi deceduto. Secondo il racconto del figlio, le larve in questione erano di una misura tale che testimoniano la loro presenze sul corpo di Donadoni da giorni. Da shock la risposta del legale della struttura: “sono situazioni che possono capitare“.

Larve in casa di riposo

Il racconto fatto da Massimiliano Donadoni, figlio dell’anziano deceduto dopo 16 giorni di sofferenza presso la casa di riposo “La Quercia” in provincia di Vercelli, ha lasciato senza parole i molti telespettatori di Storie Italiane, e non solo.

Sul corpo del padre sono state ritrovate delle larve di mosca, presenti anche all’interno del filtrino della tracheotomia. Gli insetti erano piuttosto grandi, e così come afferma Massimiliano, lasciano intuire che la pulizia del padre non veniva eseguita da giorni.

Durante il mese di luglio, così come continua la denuncia del figlio, veniva tenuto al caldo con le finestre aperte ed il sole in faccia, mentre nella stanza accanto gli anziani malati di Alzheimer fumavano tranquillamente. Una situazione raccapricciante peggiorata dal modo in cui Donadoni veniva legato a letto.

Massimiliano racconta che avevano legato in modo molto stretto le mani del padre al letto, affermando che questo era l’unico modo per evitare che l’anziano si strappasse la Peg. Il figlio, però, gli aveva comprato una panciera, così come gli era stato suggerito in un’altra struttura che aveva tenuto in cura Donadoni, un modo senz’altro più umano per evitare che l’ammalato si potesse fare del male, ma il giorno dopo non solo le mani del padre sono state ritrovate nuovamente legate al letto, ma anche la panciera comprata da Massimiliano era sparita.

La Procura di Vercelli sta ora indagando sul caso, ma non si è fatta attendere la risposta della casa di riposo in questione, che ha detto la sua tramite il proprio legale. Questo, dopo aver sottolineato che il consulente del pubblico ministero ha escluso che il decesso del signor Donadoni fosse collegato a delle negligenze della struttura, ha aggiunto che le larve presenti sul corpo della vittima sono “situazioni che capitano“.

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Cosa ne pensa l’autore
Marta Lorenzon

Marta Lorenzon - Una larva non può essere definita "una situazione che capita". Non esiste in nessun luogo al mondo che degli insetti su un ammalato possano diventare delle situazioni che capitano. Sono rimasta davvero senza parole. Nonostante la morte dell'anziano possa non essere legata alla struttura, i figli incolpano la casa di riposo di aver imposto 16 giorni di sofferenza al padre, e penso che la loro affermazione sia più che giustificata.

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