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Verbania, strage Mottarone: il 28 febbraio scorso la cabina numero 3 aveva i forchettoni inseriti

Lo dimostra un video inoltrato alla redazione di Fanpage, il quale mostra i dispositivi rossi inseriti sopra la cabina numero 3, quella che si è schiantata il 23 maggio. A bordo quel giorno di febbraio c'erano dei passeggeri che indossavano la mascherina. Il Piemonte entrò poi in zona rossa.

Cronaca
Pubblicato il 10 giugno 2021, alle ore 11:05

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Verbania, strage Mottarone: il 28 febbraio scorso la cabina numero 3 aveva i forchettoni inseriti

Emergono novità sulla tragedia avvenuta a Stresa, sul Mottarone, in provincia di Verbania, dove il 23 maggio scorso è caduta una cabina della funivia che collegava il Lago Maggiore alla montagna. Infatti, in un video esclusivo giunto alla redazione di Fanpage, si vedono i forchettoni rossi inseriti già il 28 febbraio scorso. Le immagini sono state riprese da un escursionista, e nelle stesse si vede chiaramente il dispositivo rosso inserito sulla cabina numero 3, quella che poi si è schiantata al suolo tre mesi dopo. Come è risaputo, i forchettoni vengono inseriti solitamente durante gli interventi di manutenzione degli impianti di risalita e impediscono al freno di emergenza di attivarsi

A bordo della cabina si vedono anche alcuni passeggeri che indossano la mascherina anti Covid. Infatti dopo pochi giorni il Piemonte entrò in zona rossa a causa dell’aumento dei contagi da Covid-19. La struttura ha smesso poi di funzionare nel marzo del 2021, per poi essere riattivata il mese dopo, a fine aprile. Quando ha effettuato le riprese, sempre secondo quanto affermato da Fanpage, l’escursionista stava cercando di immortalare il paesaggio

Ceppi già usati in precedenza

Questo ulteriore video giunto ai colleghi di Fanpage dimostra di come i forchettoni sarebero stati utilizzati più volte, e non solo quel 23 maggio, giorno della tragedia. Secondo le indagini dei carabinieri di Verbania, e da quanto emerso fino ad ora dall’inchiesta, a causare il crollo della cabina sarebbe stata la rottura del cavo traente, usurato dall’umidità. 

Il vice caposervizio di Gabriele Tadini, l’uomo che si trova ai domiciliari accusato di aver manomesso il sistema frenante, avrebbe dichiarato che i forchettoni non sarebbero mai stati inseriti prima del disastro. Tale tesi sembra smentita da alcuni video diffusi dalla tv tedesca Zdf, i quali mostrano una cabina dell’impianto di risalita con i forchettoni inseriti nel 2014, nel 2016 e nel 2018. Allora l’impianto aveva subito una ristrutturazione completa

“Nel video del 2014 è possibile vedere che i ceppi rossi sono solo poggiati sul tettuccio, così come di consuetudine quando i passeggeri scendevano e si terminava l’ultimo giro di prova” – queste sono le dichiarazioni rese da Silvio Rizzolo, uomo ormai in pensione che ha passato 25 anni di servizio al fianco di Tadini. I colleghi di Fanpage hanno contattato direttamente i carabinieri per avere conferma di alcuni particolari. In zona arancione, a febbraio quindi, l’impianto di risalita ha funzionato a singhiozzo. 

E tra l’altro i forchettoni rossi sarebbero stati inseriti su un’altra cabina, la numero 4, anche il 9 maggio scorso, questo secondo quanto dimostrerebbe una foto che sta circolando in queste ore. Quel giorno fu il primo in zona gialla per il Piemonte e si tenne il Trial del Mottarone, gara podistica a cui parteciparono oltre 700 persone. Adesso non è escluso che il nuovo video possa finire al vaglio degli inquirenti.

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Cosa ne pensa l’autore
Federico Sanapo

Federico Sanapo - Questo nuovo video giunto ai collleghi di Fanpage dimostra di come i forchettoni venissero inseriti spesso nella funiva del Mottarone. Per questo i carabinieri stanno cercando di fare chiarezza su quanto sia successo e di chi fossero le effettive responsabilità. Una tragedia enorme che sicuramente il nostro Paese non dimenticherà mai.

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