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Verbania, funiva Mottarone: diffuso l’audio della prima telefonata tra i carabinieri e il 118

In queste ore è stato diffuso l'audio della prima telefonata occorsa tra i carabinieri e il 118. Istanti concitati in cui non si aveva ancora ben chiara la portata della tragedia. "Non so se vi hanno detto, a Stresa pare sia caduta una cabina".

Cronaca
Pubblicato il 9 giugno 2021, alle ore 14:41

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Verbania, funiva Mottarone: diffuso l’audio della prima telefonata tra i carabinieri e il 118

La Procura di Verbania continua in modo spedito le indagini attorno alla tragedia avvenuta sulla funivia che collega il lago di Stresa al Mottarone, dove il 23 maggio scorso hanno perso la vita 14 persone su un totale di 15 passeggeri. In queste ore è stato diffuso l’audio della prima telefonata occorsa tra i carabinieri e il 118. Si tratta di un audio in cui si evince tutta la potenza del dramma e la preoccupazione da parte dei soccorritori. “Non so se vi hanno detto, a Stresa pare sia caduta una cabina… aspetti, scusi un attimo…. si è schiantata una cabina… è caduta una cabina alla funivia di Stresa” – queste sono le prime parole che si sentono durante la telefonata. 

Attimi concitati, in cui i carabinieri chiedono ulteriori spiegazioni. A parlare con i militari è una donna, operatrice del 118. A lei gli uomini in divisa chiedono dove si trovi il luogo dell’incidente, se in località Alpino oppure sul Mottarone stesso. “Mi dicono in cima al Mottarone che casino che casino…” – così dice poi l’operatrice. A quel punto il carabiniere alla centrale impartisce i primi ordini alle pattuglie, che giungono sul posto sia da Stresa che da Verbania. 

Intervento tempestivo

Dalle parole dell’operatrice si apprende di come si credesse, all’inizio, che le persone all’interno della cabina fossero sei. Come si sa, all’interno ve ne erano 15 di passeggeri, nove di loro sono stati scagliati giù dalla cabina non appena quest’ultima ha colpito il pilone, per poi staccarsi dal cavo e fare un volo di una ventina di metri

“Inizio a mandarvi lì, ma stiamo cercando di capire perché pare che la cabina sia caduta in mezzo al bosco, ma non sappiamo di preciso dove. Pare non sia raggiungibile da terra” – così si rivolge poi l’operatrice del 118 ai carabinieri. Queste parole fanno capire soltanto una cosa: i soccorsi sono scattati immediatamente, questo a grande dimostrazione della grande professionalità sia dei carabinieri che del personale del 118. 

Anche se non si aveva ancora chiara la portata del dramma, si è subito capito che qualcosa di gravissimo fosse successo. Intanto l’unico sopravvissuto alla tragedia, il piccolo bambino israeliano, Eitan, di 5 anni, ha appreso della tragedia e della morte dei suoi genitori in ospedale a Torino, dove si trova ricoverato in condizioni stabili, anche se i traumi fisici subiti sono stati gravissimi. Ma lui ce l’ha fatta, soprattutto grazie all’ultimo, forte abbraccio del padre, che lo ha protetto fino alla fine. Lui, insieme alla moglie e all’altro figlioletto, è purtroppo deceduto durante lo schianto. 

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Cosa ne pensa l’autore
Federico Sanapo

Federico Sanapo - Queste parole che si riescono a sentire nell'audio della prima telefonata tra il 118 e i carabinieri dimostrano quanto sia stato grave il dramma avvenuto il 23 maggio scorso sul Mottarone. Parole che fanno capire l'immensa preoccupazione dei soccorritori. Le indagini proseguono spedite per accertare per bene tutte le responsabilità.

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