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Venezia

Venezia, preside suicida: gli amici affermano che la colpa è di studenti e docenti

Vittore Pecchini, preside di 8 istituti di Venezia, si è tolto la vita ingerendo un'eccessiva dose di farmaci. Il 28 maggio doveva avere luogo uno sciopero contro di lui indetto da studenti e docenti.

Cronaca
Pubblicato il 29 maggio 2019, alle ore 00:55

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Venezia, preside suicida: gli amici affermano che la colpa è di studenti e docenti

Sabato 25 maggio Vittore Pecchini, dirigente scolastico di 8 istituti superiori a Venezia, è stato rinvenuto senza vita. Il corpo dell’uomo è stato trovato sul lungomare del Lido di San Nicolò, all’interno del suo camper. Secondo le prime ricostruzioni sembrerebbe che il dirigente scolastico si sia tolto la vita ingerendo una massiccia dose di farmaci. Dopo aver deciso di togliersi la vita l’uomo ha avvisato la sua compagna con una telefonata.

Tra le motivazioni del suicidio ne troviamo sostanzialmente due: l’uomo aveva deciso di accorpare le classi degli studenti del terzo e del quarto anno dell’Istituto liceo classico artistico e musicale Marco Polo. La decisione di Pecchini di accorpare le classi era giunta fino in Comune e il Consiglio Comunale aveva votato una mozione che riconosceva errata la decisione del dirigente scolastico.

Nè i docenti né gli studenti erano d’accordo con la decisione di effettuare l’accorpamento di studenti di due differenti classi, poiché si riteneva che questa scelta avrebbe potuto generare una situazione di scarsa sicurezza; mettere troppi studenti all’interno della stessa aula era poco salubre e poco sicuro in vista di un emergenza. Proprio per questo avevano pensato di indire manifestazioni per esternare il loro malcontento.

Dopo lunghe contestazioni si era deciso di svolgere una manifestazione contro Vittore Pecchini il 28 maggio. Lo sciopero è stato revocato in seguito alla notizia del suicidio del dirigente scolastico. Il secondo motivo delle contestazioni è da ricercare nella decisione del preside di volere destinare le aule della scuola elementare XXV Aprile all’Istituto Venier-Cini.

L’uomo non ha lasciato messaggi per motivare il proprio gesto, anche se sembrano chiari i motivi che possano averlo spinto al suicidio. Alcuni amici dell’uomo accusano chi era così strenuamente contro di lui: “L’avete ucciso voi“, hanno asserito. Numerose le azioni di cordoglio e il dolore degli amici, che lo ricordano come un uomo buono, dedito al lavoro, colto e dall’animo sensibile.

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Cosa ne pensa l’autore
Samanta Scherini

Samanta Scherini - È difficile pronunciarsi su una situazione del genere. Spesso il lavoro delle persone non viene apprezzato, ma solo contestato. Non si cerca di capire quali decisioni spingano un professionista nell'operare seguendo un determinato pensiero, ma ci si limita a puntare il dito. Per chi ha dedicato una vita alla propria professione vedere centinaia di persone, tra docenti e studenti in questo caso, nonché il Consiglio Comunale contro di sé deve essere straziante. Molte volte ci si dimentica che dietro un'idea che non condividiamo può esistere una persona che cerca solo di operare per il meglio.

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