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Venezia

Venezia: offshore tenta il record e si schianta contro la diga San Nicoletto

L'italiano Fabio Buzzi, pluricampione di motonautica, e due piloti inglesi, sono le tre vittime dell'incidente avvenuto ieri sera a Venezia Lido. Un quarto uomo, Mario Invernizzi, ferito gravemente, è stato portato all'ospedale.

Cronaca
Pubblicato il 18 settembre 2019, alle ore 08:12

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Venezia: offshore tenta il record e si schianta contro la diga San Nicoletto

Il bilancio dell’incidente avvenuto ieri sera in laguna, a Venezia, è di tre morti e un ferito. Un offshore da gara ha cercato di superare il record del giro d’Italia sul percorso Montecarlo-Venezia ma, all’arrivo, si è schiantato con violenza contro la diga di San Nicoletto, in località ‘Lunata’, ultimo tratto del Lido di Venezia. I cronometristi erano pronti ad attendere l’imbarcazione nel suo arrivo in laguna.

Sulla pagina Facebook del presidente nazionale commissione offshore ed endurance della Federazione Italiana Motonautica, Giampaolo Montavoci, è rimbalzata immediatamente la notizia: “Questa sera la barca di Fabio Buzzi, all’arrivo del tentativo di record Montecarlo Venezia, si è schiantata contro la diga al Lido di Venezia. Buzzi è morto, insieme a due piloti inglesi. Ferito Mario Invernizzi. R.I.P.

L’incidente

Le cause dell’incidente non sono ancora chiare: ieri sera era ‘buio fitto’, questo è l’unico dato certo che si desume leggendo il gazzettino.it., ma come sia potuto avvenire un incidente tanto grave davanti alla ‘Lunata’, nella lunga diga artificiale costruita con grossi massi calati sul fondale per proteggere il Mose, nella parte sud della diga di San Nicolò del Lido di Venezia, è da verificare. 

L’imbarcazione, un offshore da gara, è lunga circa venti metri e i suoi motori consentono di raggiungere velocità fino a 70 nodi, 130 km/h circa. Partita da Montecarlo, stava cercando di superare il record della traversata ma, purtroppo, vicina al traguardo, fissato al Lido, si è schiantata.

I soccorsi, vigili del fuoco e mezzi della capitaneria di porto, sono giunti subito sul posto, verificando che a bordo della barca c’era Fabio Buzzi, 76 anni, ingegnere e imprenditore di Lecco, pluricampione di motonautica. Buzzi stava cercando di riconquistare il record, suo fino al 2016.

Anche i due piloti inglesi, che si trovavano con lui nell’imbarcazione, sono morti. I nomi non sono ancora stati resi noti. Un quarto uomo, un pilota italiano, Mario Invernizzi, è rimasto ferito gravemente e trasportato in ospedale. Due dei tre corpi dei deceduti sono stati recuperati immediatamente mentre il terzo, dato subito per disperso, è stato recuperato senza vita dai vigili del fuoco.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - La virtù della prudenza, secondo me, dovrebbe accompagnare qualsiasi attività e impresa. Probabilmente essere prudenti diventa un freno per chi ama l'avventura o desidera superare un record. Ecco allora che l'esperienza dovrebbe viaggiare a braccetto con la prudenza: una accelera nei momenti possibili e l'altra frena quando vede il pericolo. Ci sono poi situazioni imprevedibili, impossibili da calcolare, come penso sia successo in questo caso. Per tutti il mio ricordo nella preghiera.

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