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Varese, paziente si suicida in ospedale: i parenti della vittima devastano il pronto soccorso

Un 33enne appena arrivato in pronto soccorso si toglie la vita gettandosi dal quinto piano dell'ospedale. All'arrivo dei parenti della vittima, succede il caos nel pronto soccorso.

Cronaca
Pubblicato il 23 gennaio 2019, alle ore 13:38

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Varese, paziente si suicida in ospedale: i parenti della vittima devastano il pronto soccorso

Un pomeriggio di puro terrore quello accaduto ieri a Gallarate, in provincia di Varese, dove tre persone hanno devastato il pronto soccorso dell’ospedale del posto, minacciando e ferendo anche alcune infermiere durante il loro turno di lavoro. A scatenare la rabbia di questi individui, la morte improvvisa di un loro familiare, che ha deciso di farla finita gettandosi dal quinto piano dell’edificio.

Non si conoscono ancora le cause che hanno spinto la vittima a compiere il folle gesto, ma era tossicodipendente ed era in cura al Sert. L’uomo era arrivato al pronto soccorso accusando dei dolori generali, ed i medici gli hanno assegnato un codice bianco non notando alcuna gravità sul suo stato di salute. Quaranta minuti dopo il suo arrivo nell’edificio, si toglie la vita.

La reazione dei parenti

Il 33enne, in cura al Sert per tossicodipendenza, stava aspettando da quaranta minuti di essere visitato dai medici del pronto soccorso, quando per motivi ancora da chiarire, si è allontanato dalla zona per salire al quinto piano dell’edificio e farla così finita gettandosi giù. Nonostante il tempestivo intervento medico, per il 33enne non c’è stato nulla da fare.

Dopo poco tempo, si è presentata all’ospedale la Polizia di Stato con i parenti della vittima, e sono stati proprio quest’ultimi a devastare il pronto soccorso creando un clima di puro terrore che ha generato non poche problematiche ai pazienti e ai medici della struttura.

Secondo quanto ricostruito, erano tre i familiari che hanno iniziato a colpire gli oggetti della pronto soccorso, rompendo vetrate e devastando l’intero reparto. Ad essere presi di mira non sono stati solo gli oggetti, un’infermiera infatti è stata colpita al volto con un pugno. Così come racconta anche lo stesso responsabile del reparto, c’è stato un fuggi fuggi generale dei parenti dei pazienti che si trovavano in quel momento nell’edificio. Dagli altri reparti della struttura sono arrivati numerosi medici per dare man forte agli aggrediti, e successivamente sono giunte anche delle pattuglie dei carabinieri che sono riuscite così a calmare la situazione, mentre le ambulanze venivano dirottate in un altro ospedale. Ora si indaga per accertare le singole responsabilità.

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Cosa ne pensa l’autore
Marta Lorenzon

Marta Lorenzon - Una reazione davvero assurda quella dei familiari che hanno messo sotto sopra un luogo importante come quello del pronto soccorso. Comprendo il dolore che possono aver provato sapendo all'improvviso di una perdita tanto grande, ma niente giustifica questi atti di violenza gratuiti, dove ci hanno rimesso altre persone malate che richiedevano di aiuto immediato.

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