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Varese, la madre del piccolo Daniele Paitoni racconta l’aggressione: l’ultimo messaggio, le coltellate, le urla

La madre del piccolo Daniele racconta l’aggressione subita dal marito Davide Paitoni la sera del primo gennaio: “Mentre mi colpiva mi gridava che ha voluto darmi una lezione”.

Cronaca
Pubblicato il 8 gennaio 2022, alle ore 16:07

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Varese, la madre del piccolo Daniele Paitoni racconta l’aggressione: l’ultimo messaggio, le coltellate, le urla

Silvia Gaggini, ex moglie di Davide Paitoni, che fortunatamente è riuscita a salvarsi da quell’aggressione, ha voluto raccontare quei terribili attimi in cui è stata colpita a coltellate la sera del 1 gennaio. 

Il Corriere della Sera riporta la testimonianza della donna, che ha raccontato cosa è accaduto quel giorno: “Sono certa di aver gridato dicendogli “cosa stai facendo?”, e lui mi ha risposto “ti ho voluto dare una lezione””. Ha visto il coltello? “Sì. Si trattava di un coltello da cucina per il taglio della carne. Lo ricordo perfettamente perché è uno dei coltelli che utilizzavamo quando vivevamo insieme”.

Le dichiarazioni di Silvia Gaggini 

Silvia ricorda che per accoltellarla ha utilizzato il coltello da cucina che solitamente utilizzavano per il taglio della carne quando vivevano insieme. “In un primo momento ero convinta mi stessa picchiando con le mani, solo quando mi ha colpita al petto ho realizzato che stava usando un coltello. Mi ha colpita di nuovo alle spalle quando ho tentato di fuggire. Poi è salito in macchina e si è allontanato”.

Davide Paitoni, come noto, è stato in seguito ritrovato e arrestato in una baracca per cacciatori a pochi chilometri dalla Svizzera, dopo aver cercato di ferire i militari con il coltello e poi di provocarsi delle ferite. Si trova ora in carcere. Durante il primo interrogatorio davanti alle autorità giudiziarie si è avvalso della facoltà di non rispondere. Paitoni era già indagato per tentato omicidio dopo che lo scorso novembre ha tentato di uccidere un suo ex collega. E per questo si trovava ai domiciliari: la misura cautelare era scattata per il rischio di inquinamento probatorio e non per pericolosità.

Per il giorno di Capodanno gli accordi prevedevano che fosse Silva a portare Daniele da lui alle 13. Così lo ha accompagnato alle 13 precise fino alla porta dell’abitazione dove Davide era ai domiciliari, e gliel’ho consegnato. In quel momento si sono limitati ai saluti formali e Davidele ha augurato buon anno.Gli accordi delle visite erano stati stabiliti dai legali. 

In seguito all’autorizzazione del giudice che concedeva a Davide di poter tenere con sé il figlio, i loro rispettivi avvocati di volta in volta si accordavano circa gli orari in cui il padre poteva tenerlo con sé. Silvia ha tentato di limitare queste visite perché riteneva che l’abitazione dov’era ai domiciliari non fosse idonea ad ospitare un bambino per molto tempo, anche perché non poteva uscire e doveva rimanere per lunghi periodi in quello spazio angusto. Tuttavia durante le festività di fine anno ha dovuto sottostare alle decisioni prese dai legali, dice. 

 Verso sera la donna ha scritto all’ex marito,chiedendo come stesse Daniele. La risposta tre ore dopo: “Ho avuto una bella giornata con Daniele, te lo sto riportando”. Il piccolo non tornerà più dalla madre. Ieri nell’oratorio di San Luigi Schianno (Varese) si sono tenuti i funerali alla presenza di molte persone che hanno voluto dargli un ultimo saluto.

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Cosa ne pensa l’autore
Caterina Lenti

Caterina Lenti - Una storia atroce, straziante, quella del piccolo Daniele che è stato stroncato con un taglio alla gola dalla furia del padre. Non ci sono davvero parole per descrivere l'accaduto. Chiedo che per l'uomo scatti il carcere a vita. Come ha potuto per vendicarsi nei confronti della ex moglie macchiarsi di un simile reato contronatura? Riposa in pace Daniele. Ora sei un angelo.

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