Il mondo della moda piange la scomparsa di Valentino Garavani, stilista simbolo di eleganza e raffinatezza, morto a Roma all’età di 93 anni. L’annuncio ufficiale è stato dato dalla Fondazione Valentino Garavani e da Giancarlo Giammetti, storico socio e compagno di vita dello stilista.
La camera ardente sarà allestita a Roma mercoledì 21 e giovedì 22 gennaio, mentre il funerale si terrà venerdì 23 gennaio nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri. Valentino ha lasciato un segno indelebile nel panorama dell’Haute Couture, definito spesso «l’ultimo imperatore» della moda per la sua capacità di unire perfezione tecnica e creatività visionaria. Nato a Voghera l’11 maggio 1932, il suo talento emerse giovanissimo: si trasferì a Parigi negli anni Cinquanta per studiare e collaborare con grandi maison come Jean Dessès e Guy Laroche.
Rientrato in Italia, grazie al sostegno del padre aprì il suo primo atelier in via Condotti, ma fu l’incontro con Giammetti a far decollare la sua carriera: Valentino si occupava della creatività, Giammetti del business e della comunicazione. Il suo successo esplose nel 1962 con la celebre sfilata a Palazzo Pitti, consacrando Valentino come uno dei grandi della moda internazionale. La sua visione era chiara: creare abiti che valorizzassero le donne, dando loro fascino e sicurezza. Iconico il suo «rosso Valentino», colore mescolato con un tocco di arancione, scelto durante un viaggio in Spagna e diventato simbolo della maison, indossato anche da star premiate agli Oscar.
L’eleganza, secondo Valentino, nasceva dall’equilibrio tra proporzioni, emozione e sorpresa, concetto che ha permeato ogni sua collezione. Anche dopo il ritiro ufficiale dalla moda nel 2007, Valentino continuò a disegnare abiti speciali per amici e eventi artistici, come i costumi creati nel 2012 per il New York City Ballet o gli abiti per la Traviata di Sofia Coppola nel 2019. La sua vita privata era altrettanto ricca: amava circondarsi di bellezza, arte, viaggi e amicizie, mantenendo legami profondi con collaboratori e familiari allargati.
La sua presenza scenica e il gusto impeccabile lo rendevano un punto di riferimento anche fuori dalle passerelle. Il marchio Valentino ha attraversato diverse proprietà, passando da Hdp Holding al gruppo Marzotto fino alla finanza del lusso qatariota, con designer come Alessandra Facchinetti, Maria Grazia Chiuri, Pierpaolo Piccioli e ora Alessandro Michele a raccogliere l’eredità creativa dello stilista. Nonostante la sua assenza fisica, l’impatto di Valentino rimane indelebile: la sua idea di bellezza, elegante e senza tempo, continuerà a ispirare generazioni di creativi e appassionati.