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Torino

Vaccino anti-covid, come e quando si vaccineranno tutti i cittadini piemontesi

Il Presidente della Regione Piemonte ha spiegato le procedure ed il metodo di vaccinazione dei piemontesi. Il 21 febbraio parte la vaccinazione per gli over 80 e subito dopo gli altri. Saranno i medici curanti ad accompagnare i loro assistiti ed a vaccinarli.

Cronaca
Pubblicato il 5 febbraio 2021, alle ore 03:44

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Vaccino anti-covid, come e quando si vaccineranno tutti i cittadini piemontesi

Proprio oggi il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio insieme all’assessore Luigi Icardi hanno aggiornato i loro cittadini sul piano vaccinale piemontese. La Regione ha spiegato le fasi della vaccinazione ed il cronoprogramma che sono stati decisi in seguito a diversi incontri, avvenuti nei giorni scosi, con la struttura commissariale nazionale. L’obbiettivo è limitare la diffusione del virus e diminuire la letalità del contagio attraverso la vaccinazione di massa.

La Regione Piemonte ha previsto la suddivisione del piano vaccinale in 4 fasi. La priorità di accesso alla vaccinazione verrà stabilita dal Medico di Famiglia che, conoscendo i pazienti, è ingrado di valutare le patologie e di caricare sull’apposita piattaforma la lista con le priorità. Cirio e Icardi hanno spiegato che dopo la valutazione dei medici di base l’ASL di appartenenza contatterà gli anziani e successivamente tutti i cittadini attraverso una lettera o un sms per indicare il luogo e la data della somministrazione del vaccino.

Il vaccino non verrà somministrato nello studio dei medici curanti perchè i farmaci della Pzifer e di Modena non possono essere conservati negli ambulatori. La vaccinazione si svolge presso 60 punti suddivisi tra poliambulatori distrettuali, case della salute ed altre sedi. L’ASL si avvale della collaborazione dei Volontari della Protezione Civile e della varia associazioni di Croci (rosse, verdi, ecc). Il vaccino verrà somministrato dal medico curante dei pazientie per i pazienti che non posso spostarsi l’ASL invierà a domicilio del paziente il medico e l’infermiere. In media ogni medico somministrerà circa 125 vaccini agli over 80, l’obbiettivo è vaccinare circa 10.000 persone al giorno. 

Cirio ha dichiarato che sono circa 370.000 gli over 80 piemontesi “per voi abbiamo individuato un percorso dedicato che vede protagonista il vostro medico di medicina generale, il medico di fiducia, quello della vostra famiglia e che quindi vi vedrà accompagnare al vaccino che vi verrà somministrato all’interno delle strutture individuate” il vaccino non verrà somministrato in ospedale per garantire la sicurezza dei soggetti ma presso strutture appositamente individuate.

Per poter iniziare una campagna vaccinale e completarla in tempi rapidi, arriveranno in Piemonte 181 persone suddivise tra medici ed infermieri messe a disposizione dalla struttura commissariale nazioniale. I punti vaccinali nell’ASL TO4 sono 7:

  • gli ospedali di Ivrea, Cuorgnè e Settimo Torinese
  • il centro polifunzionale di Crescentino
  • l’ex ospedale di Castellamonte
  • tensostrutture di Chiavasso e Ciriè

Le date delle varie fasi di vaccinazioni

Il 21 febbraio inizia la vaccinazione dagli over 80 con il vaccino Pfizer e Modena, termitati gli ottentenni iniza la fase 2 in cui vengo vaccinati tutti gli over 60 unitamente ai soggetti fragili, soggetti a rischio, personale scolastico con alta priorità sempre con il vaccino Pfizer e Modena.

L’8 febbraio parte la vaccinazione con il farmaco Astrazeneca destinato al personale scolastico, servizi essenziali (come le forze dell’ordine), carceri, luoghi di comunità e persone con pluripatologie moderate. Dopo queste fasi si passa alla fase di vaccinazione quattro in cui tutto il resto della popolazione avrà accesso al vaccino ma non si sa ancora con quale farmaco perchè verrà deciso dal commissario Arcuri.

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Cosa ne pensa l’autore
Daniela Marella

Daniela Marella - Finalmente i cittadini piemontesi avranno le risposte che cercano da tanto tempo. Anche i medici curanti, che da tempo vengono tartassati da domande sui vaccini a cui non possono rispondere, potranno dare delle risposte più precise e sicure ai loro assistiti. Credo che coinvolgere i medici di famiglia velocizzerà molto la somministrazione e farà avere più fiducia nel vaccino alle persone.

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