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Usa, vodka nel biberon. Bimba di 13 mesi rischia di morire

Una bambina americana rischia di morire per aver ingerito vodka dal biberon. Lo sbaglio è stato commesso da un amico di famiglia che faceva da baby-sitter. L'uomo ha detto di aver versato dell'acqua da una bottiglia presa dal frigo

Cronaca
Pubblicato il 26 maggio 2014, alle ore 10:42

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Usa, vodka nel biberon. Bimba di 13 mesi rischia di morire

Una bambina di 13 mesi ha ingerito vodka dal biberon per sbaglio, e rischia di morire. A commettere l’errore fatale è stato un amico della madre, che ha preso una bottiglia dal frigo pensando contenesse acqua mentre invece conteneva vodka. La madre, la 26enne Jessica Bachmaier, aveva affidato la custodia della sua bambina all’amico, per accudirla mentre lei era al lavoro.

La vicenda è accaduta ad Erie, in Pennsylvania, e l’amico della donna che ha preso la bottiglia dal frigo non poteva minimamente immaginare che dentro ci fosse vodka. Solo quando la bambina aveva bevuto e non rispondeva più, l’uomo si è preoccupato e l’ha portata subito al pronto soccorso.

Dai primi controlli sulla piccola i medici hanno rilevato un tasso di alcool nel sangue pari a 0,289, tre volte il limite consentito per un adulto; la bambina stava rischiando di morire perché la quantità di alcool ingerita era davvero troppa. Ma la vicenda non finisce qui: da una parte la signora sostiene di non aver mai tenuto superalcolici in casa, dall’altra parte l’amico afferma di non aver agito con la volontà di fare del male alla bambina. 

Fatto sta che la donna, dopo la sentenza del giudice, ha perso la custodia della figlia, perché ritenuta non capace di badare alla bambina e c’è il sospetto che possa avere la passione per le bevande alcoliche. Fortunatamente ora la bambina è fuori pericolo, ma la madre dovrà lottare con le unghie e con i denti per dimostrare di non avere colpa dell’accaduto.

L’amico, improvvisato babysitter, alla fine non è stato punito per aver quasi ucciso la bambina; volte la legge sembra quasi non accorgersi dei veri colpevoli, e condanna invece una mamma che si sacrifica al lavoro per provvedere alle necessità della famiglia.

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