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Una malata oncologica si sfoga: "Non ci sono poltrone e siamo curati seduti su sedie"

Una donna, malata oncologica, che da sempre si batte per le ingiustizie, lancia un appello affinché i pazienti oncologici siano curati su poltrone e non su sedie, come sta accadendo a Potenza.

Cronaca
Pubblicato il 6 gennaio 2022, alle ore 13:11

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Una malata oncologica si sfoga: "Non ci sono poltrone e siamo curati seduti su sedie"

In questo periodo di emergenza pandemica, coloro che hanno un cancro stanno combattendo una battaglia molto dura e Antonietta Lucia, di 60 anni che combatte con questa patologia lo sa molto bene. Antonietta Lucia è una sessantenne della provincia di Potenza di Avigliano, insegnante e anche attivista che si batte per le ingiustizie e denuncia una terribile situazione che vede protagonista lei e altri malati oncologici. 

Una donna che si è sempre battuta per diverse battaglie a favore dell’ambiente, ma anche per il diritto all’eutanasia. Oggi combatte una battaglia ancora più importante rispetto a tutte le altre, ovvero la lotta per la vita considerando che ha un cancro al seno, proprio come racconta lei stessa. Una donna guerriera che non si arrende, ma che durante la chemioterapia denuncia un’altra battaglia. 

In una stanza del Crob di Rionero in Vulture, sempre a Potenza, ha modo di osservare cosa accade e denuncia la situazione. Afferma che durante la chemioterapia molti pazienti devono sostare su sedie per lo più scomodissime con il braccio appoggiato sul tavolino dal momento che mancano le poltrone che non sono sufficienti per tutti.

Considerando l’incresciosa e terribile situazione, la donna, memore di tante battaglie che ha condotto in passato, si arma di carta e penna scrivendo a Rocco Leone, assessore alla Salute della Regione della Basilicata dove risiede. Una lettera che fa il giro del web e che ottiene vari consensi al punto che lo stesso Leone le risponde in politichese con queste parole: “Mi appello al Direttore Generale del Crob, Dott. Gerardo di Martino, affinché in tempi rapidissimi possa risolvere questa criticità di facile risoluzione”.

Antonietta Lucia racconta il periodo difficile della chemioterapia e lancia un appello, non solo per lei, ma per tutti gli altri pazienti: “Si entra di buon mattino e si attende il turno per il prelievo del sangue. Poi il medico indica al personale quali medicinali somministrare. Intanto si è fatta ora di pranzo e tu sei solo, spaesato, senza nessuno al tuo fianco”.

Le poltrone continuano a essere poche, una ventina circa di fronte a più di 54 pazienti oncologici. Inoltre, anche lo staff medico, come nota Antonietta, complice anche la situazione pandemica, non ce la fa più e sui loro volti emerge la stanchezza, la sofferenza, lo stremo. Durante la chemioterapia si è completamente soli e per via della pandemia nessuno è al tuo fianco. La donna spera che qualcuno li aiuti in modo da affrontare il decorso in modo dignitoso. 

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Cosa ne pensa l’autore
Simona Bernini

Simona Bernini - Già di per sé è difficile combattere e vivere una patologia come il cancro, non solo per il paziente affetto, ma anche per le persone intorno. Complice la pandemia, i pazienti oncologici devono vivere la malattia e il percorso della chemioterapia in totale solitudine abbandonati a sé stessi. Non è possibile che i pazienti, già debilitati dalle cure, debbano accomodarsi in sedie che non sempre sono comode. Speriamo che l'appello di Antonietta non cada nel vuoto e che qualcuno si prodighi per tutti loro.

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