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Roma

Un programma antifurto incastra il ladro di portatili a Genzano

Nelle ultime ore è stato preso il ladro, un 38 enne romeno, che aveva rubato un portatile da un ufficio tecnico di Genzano, in provincia di Roma. A incastrare il criminale è stato un tool antifurto che ha inviato al proprietario foto e i dati GPS del ladro

Cronaca
Pubblicato il 1 febbraio 2016, alle ore 15:13

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Un programma antifurto incastra il ladro di portatili a Genzano

A volte prendere le dovute cautele, in materia di sicurezza informatica, potrà sembrare tedioso ma, di sicuro, può evitare fastidi ben peggiori. E’ il caso del titolare di uno studio tecnico di Genzano, provincia di Roma, che è riuscito a recuperare il portatile, rubatogli dall’ufficio in pieno centro cittadino ad opera di un ladro romeno – grazie ad un programma antifurto saggiamente installato sul notebook in questione.

Era notte quando il ladro, un cittadino romeno di 38 anni, si era introdotto in un ufficio tecnico posto in Via Fratelli Colabona, nel pieno centro di Genzano, una piacevole cittadina sorta sulle colline poco fuori Roma. Come in ogni ufficio del genere, la merce più preziosa era rappresentata dal materiale informatico presente ed il ladro, infatti, decideva di far bottino proprio con uno dei portatili presenti in loco. Non l’avesse mai fatto!

Il computer, infatti, era stato implementato con un software antifurto collegato, sapientemente, ad un app installata sullo smartphone del proprietario del pc: quando il ladro ha acceso il computer ed ha tentato l’accesso, il software – sfruttando la videocamera del notebook – gli ha scattato una foto a mezzobusto che metteva ben in evidenza il suo volto e, soprattutto, i suoi tatuaggi. Grazie alle funzionalità del programma antifurto, la foto con le coordinate GPS del computer sono state subito inviate al proprietario del device che è corso al locale Commissariato di Polizia per fornire i dettagli di cui era venuto in possesso. Gli agenti hanno avviato le indagini, grazie alla foto hanno identificato il romeno, a loro già noto, si sono presentati all’ingresso di casa, in via Orlando Ferrazza.

Alla vista degli Agenti e di fronte ai reati contestatigli (furto e ricettazione di materiale rubato), l’uomo ha prima negato gli addebiti e poi si è giustificato dicendo d’aver comprato il computer da un connazionale poi rientrato in Romania. L’uomo, però, non sapeva che – a tradirlo – era stato il software antifurto di cui sopra che mostrava con estremi dettagli le sue fattezze e le coordinate precise della sua residenza. Negare l’ovvio non era più possibile: l’uomo è stato tratto in arresto ed il portatile è stato riconsegnato nelle riconoscenti mani del legittimo proprietario.

Non è chiaro quale sia stato il programma antifurto che ha permesso al proprietario di ritornare in possesso del suo portatile da lavoro ma, attualmente, vi sono pochi programmi validi che operano in questo settore. Ad esempio, il più basilare è “MouseLock” (http://goo.gl/XGqyU), basato su browser Chrome e Firefox, che mette il display in blocco e scatta una foto ogni volta che il mouse viene mosso.

Più valido, poi, si rivela essere il programma installabile “Prey” (https://goo.gl/l4VyT) che, vista anche la presenza di un’app per smartphone, ha serie possibilità d’esser il programma adoperato in questa vicenda: il programma in questione, tra l’altro, ha anche la facoltà di bloccare l’accesso al computer, di attivare un allarme alla bisogna e riesce, persino, a salvare e cancellare da remoto i dati contenuti nel device rubato o smarrito.

Quale che sia stata la soluzione software che ha permesso al proprietario di rientrare in possesso del portatile trafugato da un cittadino romeno in quel di Genzano, la cautela di adottare simili accorgimenti per tutelare anche i nostri computer – spesso lasciati incustoditi in casa o in ufficio – è sempre ben valida.

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Cosa ne pensa l’autore
Fabrizio Ferrara

Fabrizio Ferrara - E' davvero una buona cautela quella di proteggere il proprio computer con programmi del genere. A volte si pensa che basti tenere il proprio computer al chiuso di un ufficio o di una casa perché sia al sicuro ma così non è. Miglior sicurezza si ha facendo ricorso a questi programmi di remote control che consentono di aggiungere un più elevato livello di sicurezza senza incidere troppo sulle prestazioni del computer. Se poi, dopo aver smarrito o subito il furto del PC, si riesce a recuperarlo grazie ad un programma del genere, ci si rende conto di quanto si sia fatto bene a prendersi il "disturbo" di settare tali software. Vero?

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