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Udine: prenotano un tavolo come Centro Stupri. Nel mirino della Lucarelli i figli di noti imprenditori locali

Divampano le polemiche sui social dopo gli articoli di Selvaggia Lucarelli, che smaschera un gruppo di ragazzi (e ragazze) che inneggiano alla violenza sessuale. Accuse alla stampa di plagio e di aver omesso nomi "pesanti".

Cronaca
Pubblicato il 25 giugno 2020, alle ore 17:59

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Udine: prenotano un tavolo come Centro Stupri. Nel mirino della Lucarelli i figli di noti imprenditori locali

Divampano le polemiche sui social, in merito all’ultima inchiesta di Selvaggia Lucarelli, giornalista di TPI (da cui proviene l’eloquente copertina) e del Il Fatto. La blogger, molto nota per le sue campagne di sensibilità contro il bullismo e le discriminazioni sessuali sul web, aveva messo all’indice un gruppo di ragazzi della Udine-bene, accusati di istigazione alla violenza sessuale.

I giovani avevano prenotato un tavolo, presso la discoteca Kursaal, presentandosi con il discutibile nome di Centro Stupri, con tanto di foto pubblicate sui social, correlate di magliette personalizzate e di biglietto della prenotazione, orgogliosamente mostrato al pubblico.

Tra l’altro, nel gruppo, vi erano anche le fidanzate degli autori di questa iniziativa di pessimo gusto. Tra vari video e Twitter, lo stupro è stato definito divertente.

Piuttosto duri i commenti dei followers più attivi della Lucarelli: “Che schifo!!! Io non so se hanno coccodrilli nella testa, davvero ma anche ste ragazze che hanno nella foto la targhetta in mano mi fanno un po’ tristezza… generazione X proprio senza arte ne parte”, scrivono Stellas00605019 e mauromostardi. 

Sembra una ragazzata, ma la cosa è molto grave. C’è una cultura dietro lo stupro e la cosa mi fa paura. Meglio che questi episodi vengano alla luce”.  C’è invece chi preferisce la moderazione: “…Credo che le vicende che riguardano dei ragazzi debbano essere affrontate con attenzione e nei luoghi preposti. Non qui e non in questo modo. Hanno fatto una grossa minchiate ma tra i ragazzi può succedere e non significa per forza siano dei delinquenti “.

In questa vicenda, uno dei genitori dei ragazzi (quasi tutti maggiorenni) è venuto allo scoperto, dichiarandosi sgomento ed il figlio ha fatto pubblica ammenda. Ma, degli altri, nessuna notizia, per ora, anche dal il titolare del Kursaal, la discoteca dove è stato prenotato il tavolo, locale chiuso per quindici giorni dalla questura.

Quello che ha reso la discussione incandescente, sono state le critiche della Lucarelli alla stampa che, secondo la giornalista, non solo ha usato il fioretto nei confronti dei responsabili del gesto, tutti figli di noti imprenditori di Udine, di cui ha omesso i nomi, ma ha accusato le edizioni locali de Il Messaggero veneto, La Repubblica e La Stampa anche di aver copiato il suo l’articolo senza citarla: ” Ho lavorato mezza giornata a una storia…Repubblica, La Stampa e il Messaggero Veneto che addirittura ci apre il giornale…hanno preso la notizia e le foto senza citare la fonte. Pessimi davvero.”

Video interessanti:
Cosa ne pensa l’autore
Giuseppe Folchini

Giuseppe Folchini - Anche se è una vicenda prettamente locale, far passare in secondo piano la vicenda di un gruppo di ricchi giovanotti e fanciulle che inneggiano con divertimento alla violenza sessuale sarebbe più un male che un bene. Far passare tutto per una goliardata significherebbe non avere rispetto delle vere vittime di abusi.

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