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Firenze

Uccise la moglie in viaggio di nozze, pena dimezzata perché "Si è mostrato turbato per averla uccisa"

Strangolò la moglie 21enne nel 2018 durante il viaggio di nozze a Firenze. L'uomo ha avuto la pena dimezzata da 30 a 16 anni in tribunale perché dopo il delitto è sembrato "turbato di averla uccisa", polemiche contro il giudice.

Cronaca
Pubblicato il 14 novembre 2021, alle ore 17:21

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Uccise la moglie in viaggio di nozze, pena dimezzata perché "Si è mostrato turbato per averla uccisa"

È polemica a Firenze, dove un giudice ha dimezzato la condanna per un uomo che nel 2018 uccise la moglie durante il viaggio di nozze a Firenze con la motivazione che dopo il delitto l’uomo si è mostrato turbato per il gesto compiuto. Da 30 anni originariamente previsti, l’uomo dovrà scontarne solo 16 per aver strangolato la giovane moglie.

L’omicidio avvenne il 24 novembre del 2018, quando Tun, originario del Myanmar, si trovava nel capoluogo toscano con la moglie 21enne Lin in una tappa della luna di miele offerta dalla facoltosa famiglia di lei. I due si erano conosciuto pochi mesi prima in Thailandia presso un bar di Pattaya, dove lui lavorava come intrattenitore.

Durante la tappa di Firenze della loro luna di miele, l’uomo si sentì mortificato per un gesto della moglie e la uccise strangolandola. L’uomo, oggi 33enne, uscì poi dalla camera e chiese alla reception di chiamare la polizia ed un’ambulanza. L’uomo si è poi seduto sulle scale ed ha cominciato a piangere, e così lo trovarono gli agenti quando arrivarono sul posto.

L’uomo, che nel primo grado di processo aveva evitato l’ergastolo solo grazie al rito abbreviato, ha invece adesso ricevuto questo ulteriore sconto della pena perché “nell’immediatezza del fatto le persone presenti lo hanno descritto sconvolto, hanno riferito che si è seduto su uno scalino piangendo in attesa che arrivasse la polizia“, motiva il giudice.

Questa prima reazione sicuramente spontanea e non calcolata, vale molto più di tanti pentimenti e richieste di perdono sbandierate in udienza a distanza di giorni se non mesi“. È quindi il pianto sulle scale subito dopo aver ucciso la giovane moglie e la sua scelta di dare l’allarme e non tentare la fuga a giustificare, secondo il giudice, un dimezzamento della pena. Adesso i legali dell’uomo richiedono un ulteriore sconto perché la 21enne avrebbe “provocato” il marito con continui soprusi.

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Cosa ne pensa l’autore
Anna Santini

Anna Santini - Ancora un po' e in terzo grado riesumano la 21enne e condannano lei. Allucinante, un uomo di quasi 30 anni sposa una 21enne, poi la strangola ancora in viaggio di nozze e viene quasi graziato perché sostiene che era vittima di soprusi dalla giovane. E poi si dice che non esiste discriminazione nei confronti delle donne, un uomo può ucciderti e vedersi scontare la pena di 14 anni perché poi lo hanno visto piangere.

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