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Genova

Uccise la compagna a coltellate. Gli dimezzano la pena con l’attenuante della delusione amorosa

Uccise la compagna a coltellate nell'aprile del 2018 dopo aver scoperto che lei non aveva mantenuto una promessa. Il pm aveva chiesto una pena di 30, ma il giudice lo ha condannato a soli 16 anni concedendogli le attenuanti.

Cronaca
Pubblicato il 13 marzo 2019, alle ore 20:03

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Uccise la compagna a coltellate. Gli dimezzano la pena con l’attenuante della delusione amorosa

Nell’aprile del 2018, l’ecuadoriano Javier Napoleon Pareja Gambo, 52enne residente a Genova, uccise con diverse coltellate al petto, la compagna, Jenny Angela Coello Reyes, 46 anni. La connazionale era rea di non aver mantenuto la promessa di lasciare il suo amante.

Il pm, Giulia Marino, all’epoca aveva chiesto per l’uomo una pena di 30 anni; il giudice che però ha emesso la sentenza concedendogli varie attenuanti, lo ha condannato a soli 16 anni.

La sentenza

Secondo il giudice, sebbene il reato commesso sia molto grave e nulla può giustificare un omicidio, l’uomo ha agito spinto da un insieme di emozioni negative che lo hanno indotto all’azione. Inoltre nella motivazione si legge che l’uomo non ha agito per gelosia ma dal comportamento sbagliato della compagna che lo ha illuso.

Tutte queste attenuanti, in aggiunta alla riduzione della pena di un terzo, sconto previsto per il rito abbreviato con cui si è svolto il processo, hanno portato a una condanna di 16 anni anziché ai 30 come richiesto dal pubblico ministero.

L’avvocato Giuseppe Maria Gallo, che difende la famiglia della vittima, ha commentato la sentenza affermando che con queste attenuanti è stato riportato in vita il delitto d’onore. Ha poi aggiunto che oramai in tribunale le sentenze sono emesse seguendo le tendenze culturale piuttosto che le norme giuridiche; i delitti passionali sono infatti inseriti nei circuiti di “tempesta emotiva”. L’avvocato ha provato ad impugnare la sentenza, ma il pubblico ministero ha respinto l’istanza senza fornire alcun tipo di motivazione.

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Cosa ne pensa l’autore
Elisabetta Monda

Elisabetta Monda - Non capisco come in una sentenza dove viene precisato che "nessun essere umano può decidere per la vita di un altro", poi termini con uno sconto di pena così grande. La donna sicuramente avrà sbagliato nei confronti del compagno, ma la delusione non è un buon motivo per uccidere qualcuno. Se tutte le persone tradite uccidessero i loro partner, probabilmente sulla terra non resterebbe più nessuno.

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