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Turchia: dopo Twitter bloccato anche You Tube

Politica sempre più restrittiva in Turchia. A pochi giorni dal blocco di Twitter è toccato a You Tube essere oscurato. Il motivo sarebbe la pubblicazione di una registrazione di stato.

Cronaca
Pubblicato il 30 marzo 2014, alle ore 08:41

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Turchia: dopo Twitter bloccato anche You Tube

Dopo Twitter adesso tocca a You Tube essere oscurato in Turchia. È questa la novità che hanno trovato al loro risveglio oggi gli abitanti del paese.

Secondo il quotidiano turco Hürriyet,  il blocco di You Tube sarebbe stato ordinato dal governo vista la diffusione di alcune registrazioni in cui si sentivano le voci di alti funzionari turchi parlare della possibilità di preparare un intervento armato in Siria. Un gesto che il primo ministro Recep Tayyip Erdoğan definisce “ignobile” vista l’entità degli argomenti trattati durante la conversazione registrata ed in seguito  diffusa. “Su YouTube sono state diffuse delle cose che riguardavano la sicurezza nazionale. Si tratta di un gesto ignobile, immorale”. 

Il governo sta ancora indagando per risalire agli autori della registrazione e a chi l’ha pubblicata.

Si tratta di un provvedimento forte che arriva pochi giorni dopo il blocco di Twitter in tutto il paese. Anche in quel caso il motivo che ha portato alla censura del social network è stata  la pubblicazione di documenti su possibili casi di corruzione nel governo. Il colosso canadese ha però dichiarato tramite un comunicato di aver fatto ricorso ai tribunali turchi perché il servizio venga ripristinato “Dopo la sentenza della corte di Ankara ci aspettiamo che il governo ripristini immediatamente l’accesso a Twitter, così che i cittadini possano continuare a discutere liberamente in vista delle elezioni”.

Negli ultimi mesi il governo turco sta portando avanti una politica molto restrittiva nei confronti del web. Il 6 febbraio scorso, infatti, il parlamento ha approvato una legge che intensifica i controlli sul web permettendo ad un’agenzia governativa preposta, la Tib, di bloccare l’accesso a siti web che violano la privacy.  “Se internet e i computer non sono usati nel modo adeguato e non vengono monitorati, non costituiscono più strumenti vantaggiosi o educativi. Al contrario, diventano pericolosi, e portano a brutti risultati” ha riferito il ministro Erdoğan.

La Turchia, infatti, si trova al 154° posto su 179 nella classifica mondiale sulla libertà di stampa 2013 di Reporters senza frontiere. Bisognerà aspettare i prossimi giorni per attendere ulteriori sviluppi e capire se la popolazione turca potrà tornare ad utilizzare senza alcun divieto Twitter e You Tube.

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