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Truffa sui fondi europei per la pesca: 36 indagati a Catania

Catania, una truffa è stata scoperta dai carabinieri: indagate 36 persone per aver utilizzato fondi europei destinati ai pescatori. Ad utilizzare le somme imprenditori, titolari di aziende, consulenti e professionisti dietro presentazione di 9 progetti

Cronaca
Pubblicato il 22 giugno 2014, alle ore 10:45

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Truffa sui fondi europei per la pesca: 36 indagati a Catania

Catania, da un’inchiesta effettuata dalla Procura è emersa una truffa sui fondi stanziati da Bruxelles. In pratica, a beneficiare dei fondi sono stati imprenditori, manager, funzionari, professionisti, rappresentanti di enti pubblici, che li hanno utilizzati con nove progetti finanziati dall’Unione europea per un totale 2,8 milioni di euro. I fondi  erano invece destinati ai pescatori della zona, che avrebbero tratto beneficio da queste somme per incrementare le loro attività e renderle più solide.

Dalle indagini risultano indagate 36 persone, di cui sei sono già stati rinviati a giudizio. La prima udienza si terrà tra alcuni mesi, ma le indagini sono ancora in corso per accertare ulteriori responsabili. Tra gli indagati vi sono: l’ex presidente del Parco Scientifico e Tecnologico della Sicilia, Antonino Felice Catara;  la dipendente del Comune di Aci Castello, Laura Galizia; il  titolare dell’azienda Mcq di Palermo, ritenuto l’organizzatore di tutta la truffa, Pasquale maggiore; l’imprenditore Salvatore Li Calzi; l’ex presidente del Consorzio Catania Ricerche, Orazio Gaetano Puglisi; il titolare di un’azienda e consulente dei progetti, Francesco Giovanni Riccioli. 

Le indagini sono state condotte dalla Guardia costiera che ha rilevato tutte le fasi dei truffatori, individuando volta per volta elementi nuovi a loro carico e riguardanti l’impiego dei fondi europei. Il procuratore Giovanni Salvi ha dichiarato: “Le posizioni degli indagati sono differenziate, in base alla scelta del rito abbreviato. Ci riserviamo di dare comunicazione successivamente per chiarire i singoli profili”.

Quindi ogni indagato sarà valutato secondo la parte che ha avuto nella truffa, di minore o maggiore entità, e gli sarà inflitta una pena sempre in base al suo operato. La truffa è molto consistente e gli inquirenti prevedono altri complici nella vicenda, che magari hanno avuto solo qualche piccolo ruolo nell’espletazione delle pratiche. Il danno maggiore è per i pescatori del luogo, che invece di percepire le somme dei fondi europei, adesso dovranno ancora stare a guardare e sperare in un’altra tranche di aiuti dall’Europa. Vicende che sono di routine in Sicilia e spesso si è sentito parlare di truffa utilizzando soldi stanziati dall’Unione Europea. Ulteriori controlli e verifiche al momento dell’erogazione delle somme, e accertamenti sul loro reale impiego, eviterebbero di certo simili situazioni, agevolando chi ne ha veramente bisogno.

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