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Trovato morto, in burrone nel Cilento, il giovane escursionista francese disperso

Ritrovato nel tardo pomeriggio, il corpo senza vita del giovane ricercatore francese disperso da nove giorni nei sentieri del salernitano. Comprensibile la disperazione dei famigliari e degli amici.

Cronaca
Pubblicato il 19 agosto 2019, alle ore 00:48

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Trovato morto, in burrone nel Cilento, il giovane escursionista francese disperso

Simon Gautier, turista francese partito per un’escursione su un sentiero montano del Golfo di Policastro, dopo una caduta in cui pare si sia rotto una gamba, non potendo più proseguire, riesce a chiamare i soccorsi, senza però riuscire a dare indicazioni precise sulla sua posizione.

“Vedo il mare ma non so dove mi trovo”, questo quanto detto dal ragazzo. Le attività di ricerca iniziano frenetiche in una vasta area di 143 chilometri quadrati compresa tra i territori di Policastro, Scario e Punta degli Infreschi.

Ma i percorsi sono impervi e si teme la presenza dei lupi. Si attivano in tanti ed in modo indefesso per cercare il ragazzo: amici italiani e francesi, pastori, volontari e, naturalmente, le squadre del nucleo Saf dei vigili del fuoco, insieme alle unità cinofile addestrate per la ricerca di persone, elicotteri, motovedette della capitaneria di porto.

I genitori, in comprensibile apprensione, sono sul posto e seguono le ricerche in stretto contatto con il consolato francese. Gli appelli si susseguono incessanti fino a poche ore fa.

Purtroppo, il ragazzo è stato ritrovato morto, individuato dagli uomini del soccorso alpino in un burrone nella zona di Belvedere di Ciolandrea, nel comune di San Giovanni a Piro, dopo dieci giorni di agonia nei quali si suppone abbia sofferto la fame ma soprattutto la sete.

Ad individuarlo intorno alle 19.30, pare sia stato uno dei soccorritori del soccorso alpino impegnati nelle operazioni di ricerca. Col suo binocolo, ha individuato qualcosa in lontananza e, mettendo meglio a fuoco, ha dedotto fosse uno zaino dando, pertanto, l’allarme al seguito del quale una delle squadre di soccorso si è calata in fondo al burrone e ha ritrovato il corpo del povero ragazzo. Altri riportano che siano, invece, state le immagini di un drone.

A prescindere da come si sia giunti a lui, sarebbe stato auspicabile arrivare prima, e non farlo “morire di male”, come lui stesso aveva detto nella sua unica telefonata disperata.

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Cosa ne pensa l’autore
Maria Guerricchio

Maria Guerricchio - Non è il momento delle polemiche, ma tra qualche giorno sarebbe il caso di aprire una inchiesta per valutare tempestività ed efficienza dei soccorsi. Un ragazzo che era da due anni in Italia per motivi di studio, per cui si sono mossi molti amici. Di sicuro, una bella persona. Peccato davvero.

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