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Trovati pesticidi in pacchi di pasta di diverse marche famose

Trovate tracce di pesticidi molto nocivi su 7 pacchi di pasta su 15. Coinvolti marchi importanti leader nel settore di produzione di pasta italiani e svizzeri. Proseguono le indagini.

Cronaca
Pubblicato il 25 marzo 2014, alle ore 12:46

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Trovati pesticidi in pacchi di pasta di diverse marche famose

Uno degli alimenti più comuni e consumati nel mondo è la pasta ed è proprio questa ad essere finita sotto accusa in questi giorni.

La Radiotelevisione svizzera RTS e la rivista “Bon à savoir” hanno infatti chiesto ed ottenuto l’analisi su alcune confezioni di pasta, in particolare sugli spaghetti ed il risultato è davvero sconcertante.

Ben 7 pacchi sui 15 acquistati e sottoposti ad accertamenti sono risultati contaminati da pesticidi nocivi per la salute, che, se ingeriti, possono causare problemi fisici anche piuttosto seri.

I pacchi di pasta sono stati acquistati in catene di supermercati famosi come Lidl, Coop, Manor, Denner ed Aldi della Svizzera Francese. Delle 7 confezioni, ben 4 sono di produzione italiana e 3 svizzera.

In cinque confezioni di pasta sarebbero state trovate tracce di pirimifos metile, un pesticida che viene comunemente utilizzato per conservare il grano nei silos ma che, secondo schede di sicurezza fornite da un distributore, è altamente nocivo tanto da “Causare danni ai polmoni in caso di ingestione”. Le marche incriminate in questo caso sono Prix Garantie, Combino, Reggano, Barilla e La Pasta di Flavio.

In un’altra confezione di spaghetti della ditta svizzera Qualité & Prix sarebbe stata trovata traccia di cipermetrina, sostanza utilizzata nella coltivazione di cereali, caffè e cotone. Una volta ingerita o inalata, la cipermetrina può causare “Eccitamento, dolori gastrointestinali, tremori, vertigini, cefalea, spossatezza, nausea e vomito, dolore epigastrico, fascinazione muscolare degli arti”.

In un’ultima confezione di spaghetti Denneré, inoltre, è stata trovata traccia dell’insetticida-nematocida terbufos, utilizzato nella coltivazione di barbabietole, tabacco, mais e patate. La concentrazione presente non superava il limite consentito per legge di 0.010 mg/kg ma si avvicinava molto visto che la quantità presente era di 0.007 mg/kg. Anche in questo caso la sostanza è molto nociva per l’organismo dal momento che “colpisce il sistema nervoso centrale e le terminazioni parasimpatiche, le sinapsi pregangliari, le placche neuromuscolari”.

Da tutti i controlli effettuati, invece, non è stata trovata traccia di pesticidi nei prodotti a marchio De Cecco e Garofalo e nelle confezioni di spaghetti integrali Barilla.

Proseguono le indagini per accertare le responsabilità di quanto accaduto, ma di certo l’immagine di queste case produttrici ha subito un duro colpo da questa inchiesta.

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