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Trieste, inaugurata la statua di D’Annunzio nel centenario dell’occupazione di Fiume: la Croazia insorge

La giunta di centrodestra, a Trieste, trova doveroso omaggiare al grande poeta e letterato italiano. La presidente Kitarovic e il ministero degli Esteri croato si sentono feriti dalla celebrazione.

Cronaca
Pubblicato il 13 settembre 2019, alle ore 10:07

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Trieste, inaugurata la statua di D’Annunzio nel centenario dell’occupazione di Fiume: la Croazia insorge

Una statua di Gabriele D’Annunzio è stata inaugurata ieri mattina, 12 settembre 2019, in piazza della Borsa, a Trieste, in occasione del centenario dell’occupazione di Fiume, ora Rijeka. La Croazia, attraverso i suoi rappresentanti ha nettamente bocciato l’iniziativa.

Kolinda Grabar Kitarovic, presidente croata con un tweet ha manifestato il suo pensiero definendo l’opera “un monumento alla dissoluzione”, “inaccettabile”, perché “esalta l’irredentismo e l’occupazione”.

Gabriele d’Annunzio, la protesta croata

Il ministero degli Esteri della Croazia ha consegnato la sua protesta, in una nota, all’ambasciatore italiano a Zagabria, Adriano Chiodi Cianfarani, dove si legge che “sebbene si sia trattato di una decisione delle autorità locali e non nazionali, l’inaugurazione della statua, come il ricordo dell’anniversario dell’occupazione di Rijeka in alcune altre città italiane” mette a repentaglio le relazioni tra i due Paesi ora amichevoli e rispettose, e inoltre riconosce un’ideologia e delle azioni che sono in contrasto con i valori europei. Il riferimento alle “altre città italiane” riconduce il pensiero alla Regione Abruzzo che, per volontà dalla maggioranza di Fratelli d’Italia, ha organizzato delle celebrazioni in occasione del centenario dell’”impresa di Fiume“.

Indifferente ad ogni critica, il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, su Facebook, ha riconosciuto in Gabriele d’Annunzioun grande italiano, un grande poeta, un grande letterato“, ovunque, in Italia, ci sono vie, piazze e scuole che portano il suo nome.

Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia con un Tweet si è dichiarata favorevole alla decisione della giunta di centrodestra di inaugurare la statua per far memoria di Gabriele D’Annunzio: “è un’iniziativa estremamente importante perché rende onore a un grande italiano che ha segnato la storia”.

Trieste, Verona, Padova e Bolzano si sono risvegliate con manifesti che inneggiavano all’annessione di Fiume all’Italia, tutti portavano la firma: ‘Vfs‘ (Veneto fronte skinheads). Il movimento Skinheads ha voluto partecipare alla celebrazione del centenario in questo modo.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Penso che se un personaggio ha ferito un Paese in modo tanto profondo, inneggiarlo significhi riaprire una profonda ferita che non può essere giustificata dal fatto che fosse "un grande poeta, un grande letterato". Per capire la sofferenza del popolo croato possiamo immedesimarci pensando che un qualche Paese a noi vicino innalzi una statua a chi ha provocato sofferenza e morte tra i nostri cari, distruggendo case, chiese, palazzi, strade e ferrovie. Nessuno di noi lo vorrebbe, penso.

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Commenti
Fabrizio Ferrara
Fabrizio Ferrara

14 settembre 2019 - 18:35:28

Mutuando una battuta sentita a "Il ruggito del coniglio", si potrebbe sdrammatizzare dicendo che quella è, in realtà, la statua di Oscar Giannino che cerca di prendersi almeno una laurea...

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Fabrizio Ferrara
Fabrizio Ferrara

13 settembre 2019 - 11:00:51

Il popolo croato soffre troppo facilmente, forse dimentico che Fiume (come pure, tra l'altro, Pola e la Dalmazia) era italiana, prima che il trattato di Versailles la togliesse all'Italia, e di quel che hanno dovuto passare gli esuli italiani.

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Fabrizio Ferrara
Marilena Carraro

13 settembre 2019 - 14:49:26

Un Paese senza confini... grande quanto il globo terrestre, ecco sa ci vorrebbe!

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