Iscriviti

Trieste, il porto licenzia Fabio Tuiach: l’uomo era divenuto uno dei simboli della lotta al Green Pass

La decisione è stata presa dall'Agenzia per il lavoro del porto di Trieste. L'uomo, ex pugile, è diventato uno dei simboli della lotta contro il Green Pass sul posto di lavoro. Durante la manifestazione di Trieste aveva contratto anche il Covid-19.

Cronaca
Pubblicato il 12 novembre 2021, alle ore 11:30

Mi piace
0
0
Trieste, il porto licenzia Fabio Tuiach: l’uomo era divenuto uno dei simboli della lotta al Green Pass

L’Agenzia per il lavoro del porto di Trieste ha fatto sapere di aver licenziato Fabio Tuiach, il portuale ed ex pugile divenuto uno dei simboli della lotta contro il Green Pass obbligatorio sul posto di lavoro. La decisione è stata presa in quanto, anche quando era in malattia, il portuale ha partecipato alle manifestazioni No Green Pass. L’uomo è anche ex consigliere comunale. Si tratta della stessa persona che, dopo aver contratto il Covid durante le manifestazioni di piazza, accusò come responsabili della malattia gli idranti della Polizia

La decisione dell’Alpt fa seguito anche ad un provvedimento disciplinare recapitato a Tuiach lo scorso 28 ottobre. Tra l’altro, nonostante avesse contratto il coronavirus Sars-CoV-2, il portuale aveva dichiarato che non aveva nessuna intenzione di sottoporsi alla vaccinazione contro il Covid-19. Per lui adesso è scattato il licenziamento. L’uomo si è difeso, e ha sostenuto di essere uscito da casa negli orari consentiti per legge alle persone che si trovano in malattia. 

Tuiach: “Andrò a mangiare alla Caritas”

Fabio Tuiach non ha preso assolutamente bene la notizia del licenziamento da parte del porto di Trieste. “Ho cinque figli, mia moglie è commessa part time: andremo a mangiare alla Caritas” – così ha detto il portuale rivolgendosi alla stampa nazionale. L’uomo adesso ha deciso di rivolgersi ad un avvocato

Tuiach ha raccontato di lavorare nel porto da quando ha 18 anni. Facendo presente la sua situazione ad un avvocato l’uomo spera di poter tornare a lavorare in porto. Alla stampa ha raccontato che durante le manifestazioni ha incontrato alcuni medici che gli hanno consigliato di prendere vitamine e antinfiammatori.

Per l’uomo l’obbligo vaccinale assomiglia ad una vera e propria dittatura, e fa presente che in porto si lavora anche con i cittadini turchi che non sono assolutamente vaccinati contro il Covid-19. E infatti nell’Europa orientale si sta assistendo ad uno spaventoso picco di contagi dati gli bassi numeri delle persone vaccinate. 

Video interessanti:
Cosa ne pensa l’autore
Federico Sanapo

Federico Sanapo - Purtroppo il porto di Trieste non ha potuto far altro che licenziare questo soggetto, che durante le manifestazioni contro il Green Pass ha contratto anche il Covid essendo stato a contatto con tante persone, sia vaccinate che non vaccinate (soprattutto questi ultimi). Lui adesso farà valere le sue ragioni, certamente, ma dall'Alpt sembrano aver preso la decisione definitiva.

Lascia un tuo commento
Commenti

Non ci sono ancora commenti su questo contenuto. Scrivi la tua opinione per primo!