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Trieste, i lavoratori portuali minacciano sciopero ad oltranza dal 15 ottobre: sono contro il Green Pass

Il portavoce dei portuali di Trieste, Stefano Puzzer, ha definito la misura dell'obbligo del Green Pass sul posto di lavoro come "criminale". La protesta potrebbe allargarsi anche ad altri porti italiani, ma le situazioni non sono dappertutto critiche.

Cronaca
Pubblicato il 13 ottobre 2021, alle ore 18:48

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Trieste, i lavoratori portuali minacciano sciopero ad oltranza dal 15 ottobre: sono contro il Green Pass

Dal 15 ottobre diverrà obbligatorio il possesso del Green Pass sul posto di lavoro, anche nei porti. Questa è la misura decisa dal Governo per contenere i contagi da Covid-19. Ma la misura non è accolta favorevolmente da tutti e i portuali di Trieste in queste ore sono in agitazione e minacciano il blocco di tutte le attività, in quanto chiedono all’Esecutivo presieduto da Mario Draghi di ritirare la misura. La protesta potrebbe anche estendersi ad altri porti del Friuli-Venezia Giulia e italiani: si calcola che nel solo porto di Trieste circa il 40% delle maestranze non sia munito di pass vaccinale. 

“L’unica apertura che possono avere nei nostri confronti è togliere il certificato. Il blocco di venerdì è confermato, oggi ci saranno sorprese perché non si fermerà solo il porto di Trieste. Anche quello di Genova? Non mi fermerei a quello di Genova, quasi tutti i porti si fermeranno. Stasera ne avremo conferma” – così ha detto il portavoce dei portuali triestini, Stefano Puzzer. “Il danno economico, se ci sarà, sarà causato dalla testardaggine del solo Governo italiano a mantenere questa misura criminale” – così ha continuato Puzzer. 

Lavoratori annunciano blocco

Il blocco totale delle operazioni dovrebbe partire proprio dal 15 ottobre. Il Ministero dell’Interno ha cercato di venire incontro alle richieste dei lavoratori portuali valutando l’opzione dei tamponi gratis per tutti gli operatori che non sono ancora vaccinati, ma anche questa proposta è stata respinta dal Coordinamento lavoratori portuali Trieste.

Il Presidente del Friuli-Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, è molto preoccupato per la situazione che si è venuta a creare nel porto adriatico, e ha dichiarato che l’eventuale blocco del porto di Trieste e di altri scali italiani potrebbe portare un serio danno economico. E intanto il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dell’Adriatico Orientale, Zeno D’Agostino, minaccia le dimissioni. 

Secondo D’Agostino bloccare ad oltranza una infrastruttura come il porto non è possibile. A Genova alcuni terminalisti pagheranno i tamponi ai propri dipendenti, mentre la situazione non desta particolari preoccuopazione in Puglia, dove nei porti di Bari, Brindisi, Monopoli, Manfredoni a Barletta quasi tutti gli operatori sono vaccinati contro il Covid-19. Ma la situazione è tutta in divenire. 

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Cosa ne pensa l’autore
Federico Sanapo

Federico Sanapo - Sarebbe davvero grave se una infrastruttura come il porto di Trieste si bloccasse anche solo per alcuni giorni. Il danno che ne deriverebbe sarebbe incalcolabile, anche se altri porti italiani dovrebbero comunque funzionare regolarmente. La questione Green Pass e del relativo obbligo sul posto di lavoro rischia comunque di generare molte proteste in Italia a partire proprio da venerdì prossimo.

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