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Trieste, Francesca Donato: "Forse il premier Draghi ha ricevuto dall’Ue la licenza di uccidere?"

Sulla violenta repressione della protesta contro il green pass iniziata il 15 ottobre presso il porto franco di Triesta si è espressa l'europarlamentare Francesca Donato che ha chiesto alle istituzioni europee un intevento in difesa dei cittadini italiani

Cronaca
Pubblicato il 20 ottobre 2021, alle ore 12:12

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Trieste, Francesca Donato: "Forse il premier Draghi ha ricevuto dall’Ue la licenza di uccidere?"

Le immagini e i video di quanto avvenuto nella giornata di lunedì 18 ottobre al porto di Trieste abbondano sul web e hanno già fatto il giro del mondo: immagini che mostrano manifestanti pacifici, seduti a terra col rosario in mano mentre vengono investiti dall’acqua degli idranti dei mezzi della polizia e dai lacrimogeni. La giornata più buia della democrazia italiana è stata scritta, in molte piazze d’Italia i cittadini si sono riuniti al grido “Trieste chiama, il popolo risponde” per esprimere solidarietà e supporto ai manifestanti di Trieste.

Sui tristi episodi di tensione tra manifestanti e forze dell’ordine si è espressa l’europarlamentare Francesca Donato dinanzi al Parlamento Europeo in sessione plenaria: “è davvero frustrante assistere a questa inedita prova di forza dell’Unione contro la Polonia di Morawiecki per mancato rispetto della Rule of law, mentre in Italia i diritti umani fondamentali sanciti nella Carta europea dei diritti dell’uomo vengono calpestati dal governo del non eletto presidente Draghi, ha dichiarato e ha invitato la Commissione Europea ad intervenire “in difesa dei cittadini italiani che chiedono aiuto come a Trieste”, a meno chè il primo ministro Draghi non abbia “ricevuto dalle istituzioni europee una licenza di uccidere”, ha concluso l’europarlamentare.

Intando a Trieste, divenuta l’emblema della resistenza al lasciapassare verde imposto dal Governo Draghi, i lavoratori e i cittadini in protesta si sono organizzati con un ufficio stampa e hanno creato il Coordinamento 15 ottobre, un organismo composto da cittadini senza distinzione di categoria che si battono per la libertà contro il green pass e l’obbligo vaccinale.

Il Coordinamento 15 ottobre è apolitico e apartitico, “se qualcuno volesse fare politica in questo gruppo avrebbe la strada più che sbarrata” ha dichiarato Stefano Puzzer, portavoce del Coordiamento, rispondendo alle domande dei giornalisti. “Noi stiamo difendendo le libertà di tutti indipendentemente da cosa pensino o cosa votino”, ha aggiunto il primario radiologo Dario Giacomini, medico sospeso dall’Ordine ma non radiato, anch’esso membro del Coordinamento.

Durante la conferenza stampa, Puzzer ha anche precisato che fin dal 15 ottobre la protesta è sempre stata pacifica e non ha pregiudicato la normale attività del porto. Il varco 4 teatro dello sgombero del 18 ottobre da parte delle forze dell’ordine in assetto antisommossa è sempre stato aperto, i manifestanti non hanno ostacolato il passaggio dei tir né impedito che chi volesse lavorare potesse farlo senza essere vessato o offeso. Nella serata del 18 ottobre il varco 4 è stato blindato dalla polizia che ha posizionato new jersey in cemento e ringhiere in ferro; l’accesso risulta essere tuttora chiuso.

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Cosa ne pensa l’autore
Rita Piras

Rita Piras - La mia opinione la esprimo con le parole rivolte da un sottoufficiale della polizia di Stato, "uno di quelli in strada", alla Lamorgese: "Finito l'orario di servizio dobbiamo fare i conti con la nostra coscienza. La parola servizio è per definizione mettersi a disposizione della brava gente. Un tempo la proteggevamo la gente. Lei con il suo operato ci allontana ogni giorno che passa dalla prava gente. Non è sufficiente dire Noi siamo lo Stato, perchè quando la gente scende il piazza la si deve ascoltare, perchè probabilmente ha un disagio o semplicemente non la pensa come lei. IL SUO DOVERE DOVREBBE ESSERE DI ASCOLTARE NON DI FAR TACERE. Mi creda, a Trieste come in altre 1000 piazze non ci sono eversivi, terroristi, ma solo gente che vuole essere ascoltata. L'umanità delle persone che sono disposte a farsi picchiare non può essere messa sullo stesso piatto dell'Agenda di governo. Cara ministra, la nostra Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendono effettivo questo diritto: si chiama articolo 4 della nostra bella Costituzione. La invito a riflettere su questo articolo e a compiere un atto di audacia e umiltà: si dimetta".

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Commenti
Fabrizio Ferrara
Fabrizio Ferrara

20 ottobre 2021 - 12:27:40

Ben detto.

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